COREA DEL NORD. Kim si prepara al confronto con gli imperialisti USA

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La Corea del Nord rafforzerà le sue difese contro gli Stati Uniti e prenderà in considerazione la ripresa di «tutte le attività temporaneamente sospese», ha detto il 20 gennaio la Kcna, facendo riferimento alla moratoria autoimposta sui test di armi nucleari e missili a lungo raggio. La tensione è aumentata per una recente serie di test missilistici nordcoreani. Una spinta degli Stati Uniti per nuove sanzioni è stata seguita da un’accesa reazione di Pyongyang, sollevando lo spettro di un ritorno al periodo delle cosiddette minacce “Fuoco e Furia” del 2017.

Secondo Reuters, Kim Jong Un ha convocato una riunione del politburo del Partito dei Lavoratori il 19 gennaio per discutere «importanti questioni politiche», comprese le contromisure sulla politica “ostile” degli Stati Uniti, riporta Kcna. Il politburo ha ordinato di riconsiderare le misure di rafforzamento della fiducia e di «esaminare prontamente la questione del riavvio di tutte le attività temporaneamente sospese», mentre ha chiesto di «rafforzare immediatamente mezzi fisici più potenti».

La decisione sembra essere un passo oltre le precedenti osservazioni di Kim alla fine del 2019 che non sarebbe più stato vincolato dalla moratoria sui test di testate nucleari e missili balistici intercontinentali a lungo raggio, dopo che gli Stati Uniti non hanno risposto alle richieste di concessioni per riaprire i negoziati.

L’ostilità e le minacce di Washington hanno «raggiunto la linea di pericolo», dice l’agenzia nordcoreana, citando le esercitazioni militari congiunte tra Stati Uniti e Corea del Sud, il dispiegamento di armi strategiche degli Stati Uniti nella regione e l’attuazione di sanzioni sia degli Usa che delle Nazioni Unite. «Dovremmo fare una preparazione più approfondita per un confronto a lungo termine con gli imperialisti statunitensi», ha concluso il politburo.

L’avvertimento della Corea del Nord è arrivato ore prima che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite convocasse una riunione a porte chiuse per discutere i recenti test missilistici, su richiesta degli Stati Uniti e di diversi altri paesi.

Il ministero della difesa della Corea del Sud ha detto che sta monitorando le esercitazioni invernali del Nord, mantenendo la posizione di prontezza, chiamando i recenti test missilistici “gravi minacce”.

Il ministero dell’Unificazione che gestisce i legami intercoreani ha messo in guardia da un’ulteriore escalation, dicendo che la penisola non dovrebbe tornare al passato conflittuale, e che il dialogo e la diplomazia sono l’unico modo per andare avanti.

La Corea del Nord potrebbe quindi testare un missile a lungo raggio o un’altra arma in tempo per l’80° e il 110° anniversario dei compleanni del padre e del nonno di Kim a febbraio e ad aprile, entrambi feste importanti nel paese.

Dopo aver testato un missile balistico in grado di colpire la terraferma degli Stati Uniti nel 2017, la Corea del Nord ha lanciato un’offensiva diplomatica e da allora non ha testato i suoi Icbm o armi nucleari, ma ha iniziato a testare una serie di nuovi missili balistici a corto raggio, Srbm, dopo che i colloqui di denuclearizzazione si sono arenati e andati in stallo a seguito del fallito vertice del 2019.

Pyongyang ha difeso i lanci di missili come il suo diritto sovrano all’autodifesa e ha accusato Washington di applicare due pesi e due misure sui test delle armi. Il 17 gennaio scorso, la Corea del Nord ha condotto il suo quarto test missilistico quest’anno, dopo due lanci di “missili ipersonici” capaci di alta velocità e manovra dopo il lift-off, e un altro che coinvolge un sistema missilistico su rotaia.

Il ritmo insolitamente rapido dei lanci ha provocato la condanna degli Stati Uniti e una spinta per nuove sanzioni Onu, per cui Pyongyang ha minacciato azioni più forti.

Antonio Albanese