Bengasi terra di contesa

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ITALIA – Roma 04/08/2014. Su Alwatanlibya.com, testata giornalistica on-line, è stata pubblicata, nei giorni precedenti la probabile presa della città di Ansar al-Shari’ah, l’ultima delibera del Comitato rivoluzionario (Shura) della città di Bengasi dove si dice che le milizie islamiche sono pronte per prendere il potere della città.

Nel documento (in apertura), il comitato rivoluzionario esordisce complimentandosi con la popolazione locale per la pazienza mostrata nelle difficili ore degli scontri e per aver sopportato un’amministrazione debole e corrotta. Si fanno gli auguri per l’ Aid al-Fitr – la fine del digiuno post Ramadan – in piena tradizione musulmana.

Il punto importante del documento viene raggiunto quando si condanna la precedente amministrazione di corruzione, definendola non adatta alla guida del popolo. I rivoluzionari si definiscono persone oneste, pie e soprattutto in grado di prendere le redini del governo di Bengasi, considerandosi le persone più giuste per quel tipo di incarico. Lotteranno per il potere e per far vivere finalmente il popolo nella pace che merita. Il tutto corredato da molte citazioni coraniche e captatio benevolentiae nei confronti di Allah misericordioso.

Bengasi è la seconda città più importante in Libia dopo la capitale Tripoli. Il suo controllo è fondamentale per chiunque voglia acquistare un importante peso negoziale nel dialogo con le autorità centrali. Gli ultimi scontri hanno visto le truppe del generale Khalifa al-Haftar ritirarsi di fronte alle incursioni dei miliziani, che sembrano avere preso la città. La dichiarazione resta però ancora da verificare; solo il tempo potrà dare ragione agli islamisti.
Fonte di preoccupazione per gli analisti è un recente video pubblicato su Youtube che riprende i combattimenti nei pressi di Bengasi che vedono impegnate truppe meccanizzate – equipaggiate con cannoni montati su pick-up – che battono bandiera ISIS.
La presenza di ISIS in Libia è un fatto che si poteva immaginare dato lo scenario di crescente instabilità e di proliferazione di formazioni terroristiche nel Paese. Quello che più preoccupa sono i legami di ISIS con Ansar al-Shari’ah, una delle più efficienti e radicate formazioni terroristiche in Libia. Considerando poi la battaglia che infuria per il controllo dell’aeroporto di Tripoli, si potrebbe temere per la sicurezza di tutta l’Europa mediterranea, qualora l’aeroporto venga conquistato dai terroristi.
In tutto ciò, il generale al-Haftar è l’unico sul territorio che rappresenta una minaccia reale per le formazioni salafite. Se ISIS e i suoi alleati dovessero conquistare sempre più terreno, la partita del generale potrebbe risolversi in una totale sconfitta.