INDIA. Ventotto accordi firmati da Putin e Modi

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Il presidente russo Vladimir Putin ha definito l’India “una grande potenza” il 6 dicembre, quando è arrivato a Nuova Delhi per rafforzare i legami militari ed energetici con un alleato tradizionale oggi corteggiato da Washington. È il secondo viaggio all’estero del leader russo dall’inizio della pandemia di coronavirus; Putin ha infatti saltato entrambi i vertici G20 e COP26 quest’anno, dopo un vertice di giugno con il presidente degli Stati Uniti Joe Biden a Ginevra.

«Noi percepiamo l’India come una grande potenza, una nazione amica e un amico di lunga data», ha detto Putin nella capitale indiana a fianco del primo ministro Narendra Modi. Nei suoi sforzi per affrontare una Cina in ascesa, Washington ha istituito il dialogo di sicurezza Quad con India, Giappone e Australia, sollevando preoccupazioni sia a Pechino che a Mosca, riporta ChannelNewsAsia.

L’India era vicina all’Unione Sovietica durante la Guerra Fredda, una relazione che ha resistito ai cambiamenti geopolitici; sia Mosca che Nuova Delhi la chiamano una “speciale partnership strategica privilegiata”.

La visita di Putin è stata enormemente simbolica perché ha risaldato le relazioni India-Russia che si pensava sfilacciate a causa della vicinanza della Russia con la Cina e dell’India con gli Stati Uniti.

Tuttavia Putin deve fare i conti con le complesse dinamiche regionali, con le tensioni che aumentano tra Nuova Delhi e Pechino, tradizionalmente un alleato di Mosca, dopo gli scontri sull’Himalaya.

I colloqui hanno avuto come temi centrali questioni di difesa e di energia. Per quanto riguarda il commercio e gli investimenti, sono stati finalizzati alcuni piani specifici che includono la creazione di società congiunte nei settori delle vie d’acqua interne, dei fertilizzanti, dei carboni da coke, dell’acciaio e della manodopera qualificata.  

Per quanto riguarda l’energia, ci sono accordi per ulteriori investimenti nel settore del petrolio e del gas, così come nel settore petrolchimico; il capo di Rosneft, Igor Sechin infatti ha partecipato agli incontri.

La Russia è stata a lungo un fornitore chiave di armi per l’India, che sta cercando di modernizzare le sue forze armate, e uno dei loro contratti attuali di più alto profilo è per il sistema di difesa missilistica terra-aria a lungo raggio S-400, la cui consegna è già iniziata e che, ha confermato l’incontro, proseguirà. L’accordo ha un valore di più di 5 miliardi di dollari, ed è stato firmato nel 2018, ma minaccia di sconvolgere la relazione tra Nuova Delhi e Washington.

Gli Stati Uniti hanno minacciato sanzioni ai sensi del Countering America’s Adversaries Through Sanctions Act , Caatsa, che mira a contenere la Russia, e il dipartimento di Stato aveva detto la scorsa settimana che nessuna decisione era stata presa su eventuali deroghe per l’India, riporta Times of India. 

Storicamente, Nuova Delhi ha cercato sempre di diversificare le sue importazioni militari.  L’equipaggiamento militare è “fondamentale” per l’India, date le tensioni “senza sosta” con il Pakistan. L’India è anche desiderosa di aumentare la produzione interna e ha lanciato una joint venture con la Russia per produrre fucili d’assalto AK-203, accordo tra quelli definiti. 

Per quel che riguarda la sicurezza centroasiatica i due paesi hanno concordato che l’Afghanistan non deve diventare la culla die nuovi jihadisti ma senza specificare come. 

Dopo l’incontro tra i due è stato pubblicato l’elenco dei 28 memorandum d’Intesa firmati dai capi di stato con le descrizione delle aree di intervento congiunti; elenco che ha confermato quanto si congetturava prima dell’incontro, che era stato preceduto da uguali meeting tra i ministri di Difesa ed Esteri.