BALCANI. Gli allarmi bomba impazzano da Podgorica a Sofia

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Alcuni Paesi dei Balcani occidentali, in particolare la Macedonia del Nord e in minor intensità il Montenegro, il Kosovo e da ultimo la Bulgaria affrontano da qualche mese, ovvero dalla fine del 2022, continui allarmi bomba per pacchi sospetti, rivelatisi essere poi tutte segnalazioni false. Un fenomeno che però non è nuovo, ma indice di forte destabilizzazione sociale e politica, poiché spesso le email, le chiamate giunte alla polizia sono per presunti ordigni piazzati all’interno di edifici scolastici o strutture, uffici della pubblica amministrazione, in qualche caso anche centri commerciali o aeroporti.

Per quanto concerne il Montenegro sospette bombe in edifici fra cui le scuole, ma fortunatamente si sono verificati essere tutti false; significative e allarmanti quindi le notizie sulle segnalazioni di bombe in diverse scuole e università, ricevute attraverso gli indirizzi e-mail a Podgorica. Il Ministero dell’Istruzione, subito dopo aver ricevuto informazioni sulle bombe piazzate ha fatto evacuare le scuole. Questo non era il primo episodio di allarme. A causa, come ha stabilito la polizia, di falsi messaggi di minaccia, per tutta la settimana in tutte le scuole secondarie ed elementari del Montenegro le lezioni si sono svolte online. 93 scuole sono state ispezionate e si è stabilito che le segnalazioni di bombe piazzate erano false. Questo è un nuovo attacco alla sicurezza dei ragazzi e alla qualità della didattica afferma l’Associazione “Genitori”.

Altre segnalazioni per sospette bombe piazzate si sono intensificate subito dopo lo scorso Natale. Gli indirizzi e-mail nuovamente di diverse scuole in Montenegro hanno ricevuto ancora segnalazioni di bombe piazzate. Queste denunce di ordigni, secondo quanto comunicato dalla polizia, hanno raggiunto le scuole di Podgorica, Berane, Budva, Nikšić, Herceg Novi. Ulteriore nuova segnalazione di una bomba in un liceo di Ulcinj, ma la polizia ha detto che il rapporto sulla bomba alla scuola era anche in questo caso falso. La minaccia, come nei casi precedenti, è stata inviata utilizzando la stessa tecnica, ovvero alla posta della scuola. Preoccupazione si registra per le sempre più frequenti segnalazioni di ricevute con il medesimo modus operandi, ossia via email su bombe principalmente nelle scuole, poi rivelatesi tutte false. Ciò porta a preoccupazione generale, ansia sociale, e soprattutto dei genitori per i bambini, non considerando la scuola un luogo sicuro.

Analizzando il caso del Kosovo, invece quello che emerge è che in questo Paese gli allarmi non si rivolgono verso le scuole, ma si segnala a fine dicembre un allarme bomba all’aeroporto internazionale della capitale, Pristina. A più di un mese di distanza, un nuovo allarme bomba ha allertato le autorità. L’obiettivo, però, era lo stesso: l’aeroporto internazionale ‘Adem Jashari’ di Pristina. Dopo aver ricevuto la minaccia, i passeggeri e il personale sono stati evacuati. La polizia si è subito recata sul posto e ha iniziato a intraprendere le azioni operative necessarie per gestire la situazione.

Con riguardo ad un altro Paese dei Balcani, la Macedonia del Nord le segnalazioni su possibili ordigni esplosivi, hanno scosso la società e la politica interna, essendo stata la nazione maggiormente colpita da questo fenomeno destabilizzante. Alla fine si sono rivelati falsi gli allarmi bomba nei diversi indirizzi, di nuovo qui, nella maggior parte dei casi le scuole, ma anche edifici governativi e privati. Di conseguenza, nella politica interna ha rappresentato un argomento centrale che ha destato interesse e preoccupazione ed è stato ripreso con frequenza dai media locali e non. Le segnalazioni su ordigni presenti negli edifici, sono pervenute segnalazioni di bombe al Ministero degli Affari Esteri, al City Shopping Center, Jevahir City, TC East Gate, ed infine a nove scuole.

La Macedonia del Nord è sotto attacco ibrido: allarmi bomba in ministeri, centri commerciali, grattacieli e scuole, riferiva la polizia, segnalando come Skopje era nuovamente bloccata a causa dei falsi allarmi bomba a diversi indirizzi. Il ministero dell’Interno ha confermato che tutti i controlli antiterrorismo necessari in relazione alle segnalazioni di 15 scuole di Skopje, che hanno ricevuto un messaggio all’indirizzo e-mail con una minaccia di ordigno esplosivo, sono stati completati ed è stato stabilito che si tratta di falsi rapporti. Successivamente, per la prima volta anche all’aeroporto macedone è stato diramato l’allarme. L’aeroporto internazionale di Skopje ha ricevuto una minaccia di ordigno esplosivo via e-mail. L’informazione è stata immediatamente comunicata al Ministero dell’Interno, e contestualmente tutto il personale e tutti i passeggeri e/o passanti trovati in aeroporto sono stati evacuati in sicurezza. I voli non sono stati cancellati, ma il traffico è stato bloccato.

La contromossa del governo macedone è stata di annunciare che i partner della NATO collaborano con le strutture competenti del ministero. Il presidente Stevo Pendarovski ha ritenuto non necessario convocare il Consiglio di sicurezza a causa delle segnalazioni di bombe. Ha sottolineato che le autorità competenti sono pienamente impegnate e non danno la possibilità a qualcuno di collocare un ordigno esplosivo nelle scuole. Inoltre, ha rivelato che i rapporti sulle bombe arrivano da indirizzi IP dall’estero. In seguito ai diversi edifici evacuati nuovamente a causa delle segnalazioni di ordigni esplosivi, rivelatesi false, le autorità hanno notificato alle strutture della NATO le minacce di bombe, ed è già stato istituito un quartier generale speciale presso il Ministero degli affari interni, ma anche la convocazione del Consiglio di coordinamento. Il premier Kovacevski ha sottolineato che i dipartimenti competenti del ministero dell’Interno lavorano in coordinamento con i servizi partner della Nato.

Nonostante tutte queste contromisure prese dall’esecutivo e dal Presidente, continue segnalazioni su possibili ordigni esplosivi, sono giunte ancora. Il sindaco Boban Stefkovski informa sulle segnalazioni di bombe ricevute in 7 scuole nel territorio del comune di Gazi Baba. Il ministro dell’Interno, Oliver Spasovski, ha sottolineato, dopo aver preso parte alla seduta della Commissione Parlamentare Difesa e Sicurezza, che negli ultimi mesi dell’anno “abbiamo assistito a un moderno fenomeno di attacchi ibridi. In diverse scuole, istituzioni e strutture pubbliche del Paese arrivano false segnalazioni di ordigni.” Infine, in ordine temporale il Ministero degli affari interni ha riferito che, dopo aver ricevuto un messaggio all’indirizzo e-mail in una struttura delle Poste della Macedonia del Nord a Skopje su un ordigno esplosivo, è stato stabilito che si trattava di una falsa segnalazione. Il Ministero dell’Interno sta indagando non solo su alcuni, ma su tutti i casi, in riferimento ai rapporti sulle bombe. Per molti dei casi, sono state fornite prove e sono state implementate, ha osservato il ministro dell’Interno Oliver Spasovski in relazione alle segnalazioni di bombe nelle scuole di diverse città, centri commerciali, l’aeroporto internazionale di Skopje e altre strutture. «Tutti i servizi che sono in questa parte della lotta contro il terrorismo, la criminalità informatica, la digital forensics, insieme ai servizi di sicurezza con i nostri servizi partner.»

Da ultimo, si è aggiunto un altro Paese limitrofo. Anche la Bulgaria è stata colpita da queste minacce. Proprio nei giorni scorsi è arrivata una minaccia di una bomba piazzata all’aeroporto di della capitale Sofia, ed i passeggeri sono stati evacuati. Un’operazione speciale di polizia si è svolta all’interno dell’aeroporto di Sofia a causa della segnalazione, hanno riferito i media di Sofia. Ai passeggeri e ai visitatori di entrambi i terminal è stato chiesto di uscire immediatamente dagli edifici e di attendere la fine dell’azione della polizia.

In conclusione, le continue segnalazioni su possibili ordigni esplosivi, scuotono le diverse società dei Paesi dei Balcani e di conseguenza la politica interna. Rivelatesi poi tutti falsi gli allarmi bomba e le segnalazioni su ordigni collocati nei diversi indirizzi in edifici di qualunque genere, maggiormente nelle scuole ma anche edifici governativi e privati. Ciò è stato un argomento centrale che ha destare interesse e preoccupazione soprattutto negli ultimi mesi del 2022, ma che è continuato anche con l’inizio del 2023. La Macedonia del Nord è stato per certo il Paese balcanico più colpito dalle segnalazioni. La tecnica utilizzata per annunciare il posizionamento degli ordigni è stata sempre la medesima, quella di inviare via email il comunicato, con l’obiettivo finale di provare panico, disorientamento, mancanza del senso di sicurezza in paesi già vessati da situazioni politiche interne spesso precarie e irrisolte.

Paolo Romano

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