AL QAEDA. Nuovo studio di AGC Communication: al-Qaeda e la liberazione di al-Aqsa

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Il conflitto arabo-israeliano, dopo oltre 70 anni dal suo inizio, rimane uno dei principali nodi irrisolti del Medio Oriente, nonostante oggi sia passato in secondo piano nel dibattito internazionale a causa dell’emergere di ulteriori crisi regionali come la guerra civile in Siria, in Yemen, in Iraq e Libia. 

Sebbene ci sia stata questa parziale eclissi mediatica, le due parti direttamente interessate – palestinesi e israeliani – continuano comunque a fronteggiarsi per l’affermazione delle proprie ragioni che, pur con l’ascesa e il consolidamento di svariati gruppi islamisti, rimangono, da un lato e dall’altro, più vicine a questioni nazionali che religiose, secondo al-Qāʿida.

La situazione però sembra stia cambiando. Dopo il riconoscimento di Gerusalemme come capitale d’Israele da parte degli Stati Uniti d’America, le formazioni di matrice jihādista – da sempre sensibili alla questione – stanno cercando di spostare sempre di più il focus del conflitto da una cosiddetta lotta nazionale a una religiosa. Per fare ciò, gli islamisti – soprattutto al-Qāʿida – giocano sui fallimenti della ‘resistenza nazionalista’; un lavoro non inedito e di lungo periodo, ma necessario per creare e/o ricreare un certo consenso sul Jihād, ipotetica unica via per liberare Gerusalemme.

La seguente monografia realizzata mediante una ricerca OSINT e bibliografica, si concentra proprio su quanto stanno tentando di fare, di nuovo, i mujāhidīn qaedisti per al-Quds, la cui liberazione è considerata come un passaggio obbligato per creare le condizioni ottimali per la ricostituzione del Califfato. 

Infatti, il network di al-Ẓawāhirī è stato tra i primi a opporsi, sui media e sul campo di battaglia, alla decisione del Presidente statunitense, Donald Trump, di spostare l’ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme e di riconoscere quest’ultima come capitale d’Israele. Una scelta, quella di Trump, che ha permesso ad al-Qāʿida di riaccendere la miccia del Jihād per al-Aqṣā con la campagna denominata ‘Jerusalem (Al Quds) Will Never Be Judaized’.

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Redazione