VENEZUELA. Delcy Rodriguez afferma di essere la persona giusta per guidare la transizione democratica

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Giovedì scorso, la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, si è proposta come garante di un cambiamento democratico nel Paese, promettendo elezioni organizzate da un’autorità elettorale “rinnovata”, pur senza fissare una data. “Questo processo può essere guidato solo da chi conosce a fondo i meccanismi interni dello Stato venezuelano. Io conosco questo Stato e sono la persona giusta per portare avanti tale percorso”, ha dichiarato.

“Ci saranno elezioni, tutte quelle previste dalla nostra Costituzione, organizzate da un’autorità elettorale rinnovata e con il mondo intero a far da testimone”, ha affermato Rodríguez in un discorso alla nazione, ricordando i suoi precedenti incarichi come viceministra degli Esteri, ministra degli Esteri, ministra e vicepresidente. Ha sostenuto la necessità di una trasformazione “politica, economica, culturale, spirituale, democratica, ordinata e verificabile”, aggiungendo che il suo governo dispone di una tabella di marcia. “L’orizzonte politico del Venezuela non si misura in base a una data sul calendario, bensì attraverso una serie di obiettivi da raggiungere”, tra cui riforme giuridiche, garanzie di partecipazione per tutte le forze politiche ed “elezioni che rappresentino una soluzione, anziché una fonte di conflitti insanabili”. “Un annuncio del genere non vale per ciò che promette, ma per ciò che effettivamente realizza”, ha aggiunto, riporta MercoPress.

Rodríguez ha inoltre annunciato una consultazione nazionale per la riforma della giustizia penale, con l’assistenza tecnica dell’Unione Europea, e ha reso noto di aver richiesto la collaborazione dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani. La scorsa settimana, l’Assemblea Nazionale ha presentato una riforma – dichiarata costituzionale dalla Corte Suprema – che Rodríguez ha auspicato venga discussa nell’ambito di un’ampia consultazione che coinvolga tutti i settori della società.

L’intervento è giunto a quattro giorni dal rientro in Venezuela della leader dell’opposizione María Corina Machado, dopo quasi dieci mesi trascorsi all’estero, e poco prima della sua prima conferenza stampa dal ritorno. Rodríguez aveva definito il suo arrivo una “messinscena”. 

Rodríguez ricopre la carica di presidente ad interim da gennaio, in seguito alla rimozione di Nicolás Maduro dal potere nel corso di un’operazione militare statunitense. Da agosto, il suo governo sta negoziando con l’opposizione una tabella di marcia che prevede, tra l’altro, il rinnovo della Corte Suprema e del Consiglio Elettorale Nazionale, nonché lo svolgimento di elezioni regionali prima di quelle presidenziali – una sequenza, quest’ultima, respinta da Machado. Il Dipartimento di Stato americano ha affermato che, secondo tale tabella di marcia, Rodríguez dovrebbe lasciare vacante la presidenza nel 2027.

Martedì 27 ottobre, il presidente USA Donald Trump ha suggerito che il Venezuela diventi il ​​“51º stato” degli Stati Uniti ed elegga un governatore anziché un presidente; un’idea che, in passato, Rodríguez ha respinto.

Lucia Giannini

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