
Il programma di cittadinanza tramite investimento lanciato dal governo di Javier Milei – che consente agli stranieri di ottenere la nazionalità argentina in cambio di un contributo di 350.000 dollari USA all’erario o dell’acquisto di titoli di stato per 800.000 dollari – è oggetto di contestazioni da parte di costituzionalisti e dell’opposizione, che sta tentando di bloccarlo in Parlamento.
Il programma, presentato a Parigi il 2 ottobre dal Ministro dell’Economia Luis Caputo e dal Capo di Gabinetto Diego Santilli, si basa su un decreto di emergenza del maggio 2025. Prevede inoltre pagamenti aggiuntivi di 100.000 dollari per il coniuge e per ciascun figlio di età compresa tra i 18 e i 25 anni, e di 25.000 dollari per ogni minore; di conseguenza, una famiglia con due figli minorenni pagherebbe 500.000 dollari, riporta MercoPress.
“La Costituzione nazionale, all’articolo 20, è molto chiara: la cittadinanza argentina per naturalizzazione si ottiene con due anni di residenza o prestando un servizio eccezionale al Paese. Non consente che la cittadinanza venga acquistata”, ha dichiarato a El País il costituzionalista Andrés Gil Domínguez. A suo avviso, il decreto non soddisfa i requisiti di necessità e urgenza che permettono all’esecutivo di aggirare il Parlamento, e la misura è “totalmente discriminatoria in base alla condizione economica”. Secondo il giornale, i tribunali hanno già dichiarato nullo il decreto in due casi specifici.
In Parlamento, l’opposizione ha presentato richieste di informazioni e disegni di legge per abrogarlo. “È inaccettabile che l’Argentina metta in vendita la propria cittadinanza”, ha affermato il deputato peronista Agustín Rossi, ex ministro della Difesa, definendo la proposta “classista” e sostenendo che miri ad attrarre miliardari intenzionati a evitare le restrizioni applicate agli stranieri, come quelle sull’acquisto di terreni.
Il governo sostiene che il programma “incentiverà gli investimenti e la creazione di posti di lavoro” e che i fondi saranno utilizzati per rafforzare la posizione fiscale del Paese. Caputo ha attribuito l’interesse degli investitori alla “situazione geopolitica ottimale dell’Argentina, in particolare in un mondo in conflitto”, affermando inoltre che i richiedenti saranno sottoposti a una verifica “rigorosa” della propria identità, dei precedenti penali e della provenienza dei fondi.
All’annuncio hanno partecipato i rappresentanti di cinque società private specializzate in programmi di residenza e cittadinanza tramite investimento — Latitude Group, Arton Capital, Apex Capital Partners, Passport Legacy e AIM Global — i quali hanno dichiarato di aver costituito un consorzio e di aver siglato, nel mese di maggio, un accordo di collaborazione tecnica a titolo gratuito con l’ente del Ministero dell’Economia responsabile della gestione del programma.
L’Argentina sarebbe il primo Paese sudamericano a dotarsi di un programma di questo tipo.
Tommaso Dal Passo
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