CIPRO. Esplode lo scandalo dei golden passport

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Una serie di documenti del governo cipriota ottenuti e pubblicati da Al Jazeera, definiti The Cyprus Papers, rivela che, tra la fine del 2017 e la fine del 2019, decine di funzionari di alto livello e le loro famiglie hanno acquistato i “passaporti d’oro” ciprioti. Tra coloro che hanno acquistato i passaporti di Cipro, costo minimo 2,5 milioni di dollari, ad esempio ci sono politici eletti di diversi Paesi, membri del consiglio di amministrazione di imprese statali. Lo scandalo ricorda molto da vicino quanto di simile già visto a Malta.

Sono tutte, stando ad al Jazeera, Persone Politicamente Esposte, Pep, cioè una categoria di individui che sono a più alto rischio di corruzione perché loro o i loro familiari ricoprono una qualche posizione di governo. Questa notizia si aggiunge a quella secondo cui Cipro ha venduto passaporti a criminali e fuggitivi condannati, sempre pubblicata dall’emittente qatarina.

Il ministero degli Interni cipriota ha detto di aver già preso delle iniziative in proposito. Tra i nomi usciti ci sono Mir Rahman Rahmani, presidente della Camera dei deputati dell’Afghanistan, un ex generale oggi uomo d’affari che gestisce i contratti di carburante e trasporto tra il governo afghano e l’esercito statunitense; Pham Phu Quoc, che rappresenta Ho Chi Minh City al Congresso vietnamita, e il russo Igor Reva, ex vice ministro per lo Sviluppo economico.

Vi figurano inoltre, Mohammed Jameel, membro dell’Autorità generale per gli investimenti dell’Arabia Saudita, Tang Yong, uno dei presidenti del China Resources Power Holding, e Apurv Bagri, ex vicepresidente del Consiglio dei servizi finanziari di Dubai.

Vi sarebbero poi l’ex membro della Camera alta russa Vadim Moskovitch, l’ex membro del parlamento ucraino Volodymyr Zubky, e il miliardario Taha Mikati, fratello dell’ex primo Ministro libanese Najib Mikati.

Si tratta di figure che spesso dispongono di grandi somme di denaro, riporta Al Jazeera. I documenti non provano un comportamento scorretto da parte di nessuno; tuttavia, sollevano seri interrogativi sul perché personaggi pubblici dovrebbero acquistare una seconda cittadinanza, quella cipriota, per sé o per la propria famiglia.

Inoltre, in diversi casi, si pone la questione di come abbiano ottenuto il denaro per investire almeno 2,5 milioni di dollari nell’economia di Cipro, uno dei requisiti per ottenere un golden passport. Il passaporto cipriota è ambito in molti paesi, in quanto garantisce l’accesso a viaggi, lavoro e banche in tutta l’Unione Europea, che ha criticato più volte il programma considerato un rischio per la sicurezza fin dalla sua creazione nel 2013.

L’Unione considera Cipro come una backdoor per persone politicamente influenti provenienti da Stati potenzialmente ostili. Sotto la pressione comunitaria, Cipro ha cambiato le sue regole nel 2019.

Nel luglio scorso, Cipro ha approvato una nuova legge che consente di togliere la cittadinanza a chiunque sia considerato dannoso per gli interessi nazionali. Ma anche se gli eurodeputati sono ora considerati inadatti a diventare cittadini, la nuova legge lascia intatti molti casi “ad alto rischio” già esistenti: chiunque abbia già pagato i 2,5 milioni di dollari può avere il golden passport.

Tommaso Dal Passo