MALTA. Lo scandalo dei passaporti d’oro

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L’Unione Europea ha criticato il modello del “passaporto d’oro”, che permette ai ricchi di acquistare la cittadinanza. La delegazione dell’Unione europea è in visita a Malta, “esplorando lo stato di diritto”, mentre emergono maggiori dettagli sull’indagine sull’assassinio della giornalista Daphne Caruana Galizia. L’assassinio di Caruana Galizia nel 2017 ha scosso il vertice politico del paese e ha fatto luce sulla presenza di corruzione e di un sistema giudiziario carente nel paese.

Ha preso nuova vita l’indagine sui “passaporti d’oro”, che la delegazione del Parlamento europeo ha descritto come un rischio di «portare i criminali e il riciclaggio di denaro sporco in tutta l’Ue». La vendita della cittadinanza è diventata parte del mercato globale per i ricchi che cercano tasse più basse, un’istruzione d’élite o che hanno un qualche background politico, riporta il montenegrino Vijesti.

Il governo ha introdotto questo modello nel 2014, per attrarre individui ricchi e investimenti. Per ricevere il passaporto, chi fa domanda deve pagare, riporta Bbc: 650.000 euro al Fondo nazionale di sviluppo; 150.000 euro nella borsa o nelle azioni maltesi; acquistare un immobile del valore di almeno 350.000 euro, o affittarne uno per 16.000 all’anno. Si tratta di un totale di 1.150.000 euro. I richiedenti devono inoltre avere un visto di residenza per più di 12 mesi, anche se non devono risiedere fisicamente a Malta. Dalla creazione del modello, la cittadinanza maltese è stata concessa a 833 investitori e 2109 familiari.

Un passaporto maltese permette al suo proprietario di viaggiare senza visto verso i paesi dell’Unione Europea, dato che Malta è membro del Trattato di Schengen. Dalla metà del 2017 alla metà del 2018, questa opportunità ha raccolto 162.375.000 euro, che rappresentano l’1,38% del prodotto interno lordo di Malta in quel periodo, anche se gli acquisti di passaporto sono diminuiti nel 2018.

Paesi piccoli come Malta sono incentivati a realizzare modelli di questo tipo, al fine di attirare un gran numero di investimenti. Il governo di Malta non pubblica i dati sui paesi di origine di coloro che richiedono un “passaporto d’oro”, ma fornisce informazioni sulla regione. La regione con il maggior numero di richiedenti è l’Europa, seguita dal Medio Oriente, dal Golfo Persico e dall’Asia.

Da quando è stata introdotta a Malta la politica europea di dichiarazione del numero di naturalizzazioni, nel 2014, c’è stato un aumento dei naturalizzati provenienti da Arabia Saudita, Russia e Cina.

A gennaio 2019, la Commissione Europea ha pubblicato un rapporto che evidenzia le preoccupazioni riguardo al modello maltese, che è “meno restrittivo” di altri Stati membri dell’Ue, ad esempio, coloro che fanno domanda non sono tenuti a risiedere fisicamente nel paese o hanno precedenti legami con Malta.

L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) ha inserito Malta nella lista nera e nel suo rapporto del 2018, qualificandola come paese ad alto rischio di evasione fiscale grazie al suo modello dei “passaporti d’oro”. Tra gli Stati membri dell’Ue, Cipro e la Bulgaria hanno programmi simili. Tra il 2008 e il 2018, Cipro ha distribuito 1.685 cittadinanze agli investitori e anche 1.651 familiari hanno ricevuto la cittadinanza.

Graziella Giangiulio