RUSSIA. Società vicine al Cremlino riceverebbero il 25% della produzione petrolifera siriana

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Se fosse vera al 100 per cento si aprirebbero nuove luci sulla presenza russa in Siria. Una società russa avrebbe firmato un contratto con il governo siriano per il avere il 25% del petrolio siriano in cambio del sostegno per la ripresa del territorio. Tempo fa una società iraniana aveva ottenuto in gestione una cava in Siria. La notizia compare su fonti social media, siamo andati a cercarne l’origine. Ecco, in sintesi quello che abbiamo trovato.

Secondo il sito russo Fontanka  la società in questione sarebbe la  russa “Euro Polis” creata nel 2016  a Krasnogorsk, nella regione di Mosca. La società è collegata al Cremlino poiché il direttore è Yevgeny Viktorovich Prigozhin, uomo d’affari e chef personale di Putin, da tempo presente nei corridoi del potere russo.

Un quarto di tutto il gas e il petrolio andranno alla società di Prigozhinyn, registrata un anno fa, che dovrebbe andare a gestire gli impianti liberati da ISIS. 

La visita del ministro siriano del Petrolio e delle risorse minerarie Ali Ghanem, che ha visitato Mosca nel dicembre 2016, è rimasta in secondo piano sui media russi oltre ad aver avuto un basso profilo. Solo nel marzo 2017, in un’intervista al quotidiano kuwaitiano Al-Siyasah, il ministro russo dell’Energia Alexander Novak ha dichiarato: «Nell’ultimo incontro con il ministro delle Risorse minerarie e minerali Ali Ghanem, 8 dicembre 2016, abbiamo discusso in dettaglio la partecipazione di alcune grandi società russe a progetti di esplorazione e produzione di petrolio e gas sul territorio della Repubblica araba di Siria, con particolare attenzione nel garantire la sicurezza delle loro attività». Il ministro Ali Ganem, in un’intervista con l’agenzia araba Sana, ha confermato gli incontri non solo con Aleksandr Novak, ma anche con «rappresentanti delle compagnie petrolifere russe operanti in Siria», riferendosi alla firma di diversi accordi sulla collaborazione e sui progetti comuni. Si tratta di due partner commerciali del governo siriano in Russia.

È stato firmato un importante memorandum con la “Euro Polis” LLC che si impegna a liberare dagli oppositori i campi di petrolio e gas, dalle raffinerie e da altre infrastrutture petrolifere e gas, e quindi a proteggerle. La quota di petrolio e gas spettante a”Euro Polis”  è pari a un quarto della produzione totale; il costo delle operazioni militari è rimborsato separatamente. Validità dell’accordo: 5 anni.  

Secondo  Interfax , la “Euro Polis” è stata registrata il 13 luglio 2016 nella città di Krasnogorsk, nella regione di Mosca, e domiciliata in un ufficio assieme a molte altre società. Unico dipendente è l’amministratore delegato, il capitale autorizzato è di 10 mila rubli, c’è poi un numero di telefono, no sito web o indirizzo di posta elettronica; nessuna attività visibile dall’inizio al dicembre 2016; poi tutto cambia. “Euro Polis” comincia a trasformarsi all’inizio del 2017. Il 16 gennaio ne diventa direttore generale Oleg Erokhin ex appartenente alle forze speciali del ministero degli Interni della Russia, funzionario di alto livello per casi particolarmente importanti. Dopo la pensione, questo poliziotto si è dato da fare con le più alte cariche della sicurezza e della politica moscovita e, riporta Fontanka, nel 2014 nel Donbass, e nel 2015 – 2016 in Siria. Quesrt’uomo, prosegue eilsitoinuna lega e complessa ricostruzione bin contatto con la Società di contractor russi Wagner. Attraverso una serie di “scatole cinesi” si arriva a Evgeniy Prigozhin, miliardario di san Pietroburgo, che ha iniziato la sua attività nel settore della ristorazione che tradizionalmente fornisce il catering per le attività del presidente. “Euro Polis” nel frattempo si modifica: dal commercio all’ingrosso e al dettaglio di diversi prodotti e attività di magazzino si va a petrolio, gas, carbone, trivellazione e altre produzioni correlate. Nel maggio 2017 il capitale autorizzato passa da 10 mila a 3 milioni di rubli, la società apre e registra ufficialmente una succursale nella Repubblica araba siriana, a Damasco.

“Euro Polis”, società commerciale russa, apparentemente avrà l’obbligo di condurre operazioni militari sul territorio di un altro paese nell’interesse di enti locali e pubblici di un altro paese. Le operazioni dei suoi “contractor” sono visibili sulla pagina Facebook ufficiale del ministero del Petrolio e delle Risorse Minerali Nazionali siriano. 

Come ha detto il ministro del Petrolio e delle risorse minerarie Ali Ghanem all’Assemblea del Popolo, a partire da febbraio 2017 in Siria vengono estratti 3.000 barili di petrolio, 6,6 milioni di metri cubi di gas naturale e 40 mila metri cubi di gas naturale liquefatto. Il 25 maggio 2017 sul sito alwatan.sy Ghanem fornisce dati diversi: la produzione giornaliera di olio leggero è di 8000 barili (con piani per raccogliere fino a 12 mila barili al giorno) e la produzione giornaliera di 9 milioni di metri cubi di gas (nei piani – 11,5 milioni di metri cubi). I depositi sono controllati da Bashar Assad, protetti da “Euro Policy”, e il numero dei campi di petrolio e gas a giugno è aumentato. I prezzi mondiali del petrolio e del gas, salgono di un 10-15 percento. La regione del petrolio e del gas nelle vicinanze di Palmira è il fondamento dell’economia siriana. Le riserve sono circa 2,5 miliardi di barili di petrolio e 241 miliardi di metri cubi di gas. Il massimo storico, 677 mila barili al giorno è stato raggiunto nel 2002. Nel 2011, dopo l’inizio del conflitto, gli Stati Uniti e il Consiglio europeo dell’Ue hanno introdotto un divieto totale per l’importazione o il trasporto di petrolio siriano.

Un altro accordo, è stato firmato con JSC Stroytransgaz, considerata proprietà di Gennady Timchenko, uomo d’affari noto per la sua vicinanza a Vladimir Putin. Stroytransgaz è presente in Siria dal 2000 con il progetto principale della costruzione del gasdotto di lunghezza di 319 chilometri, con impianti di trattamento del gas e la costruzione di infrastrutture in diversi settori. Sul sito web l’ultima notizia della Siria, è datata giugno 2012, si fa riferimento alla costruzione di un impianto di trasformazione di gas a 75 chilometri da Raqqa.

Sorprende incontrare Stroytransgaz sul sito del Fondo generale delle risorse geologiche e minerali della Siria; Stroytransgaz, l’8 dicembre 2016, stesso giorno della visita del ministro Ghanem a Mosca, ha firmato un contratto per i servizi di protezione, produzione e trasporto di gas. Il lavoro, come si può vedere dalla pubblicazione sul sito ufficiale del Fondo, avrebbe dovuto iniziare il 3 giugno 2017.

Attendiamo gli sviluppi per sapere cosa accadrà in futuro

Graziella Giangiulio