L’arte di arrangiarsi a Maiduguri

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NIGERIA – Maiduguri 15/06/2016. Oltre un milione di persone vive nei campi intorno a Maiduguri, dopo aver lasciato le loro case a causa di Boko Haram.

Alcuni nei campi hanno trovato modo di sopravvivere grazie al loro ingegno, riporta Defence Web.
Molti degli sfollati sono arrivati ​​nei campi senza denaro o beni, fatto che li ha lasciati totalmente dipendenti dalle organizzazioni governative e umanitarie per la loro sopravvivenza in campo che ospitano fino a 30.000 persone. Maiduguri è stata inondata negli ultimi tre anni da sfollati portando la popolazione della città da 600mila anime a due milioni e mettendo sotto pressione la situazione alloggiativa, sanitaria, alimentare, idrica. In questo clima sono fioccate le piccole e micro imprese, eccone alcune. Un ex negoziante. sfollato nel campo, ha deciso di utilizzare i sacchi di riso donati dall’assistenza in maniera diversa per sfamare le due moglie e suoi 10 figli. Li ha venduti per 8mila naira e ha aperto un chiosco nella sua tenda, vendendo dai biscotti alle batterie, dal sale allo zucchero, guadagnando al mese circa 20mila naira, usati per sfamare la famiglia. Una vedova settantenne che miscelando erbe locali crea una bevanda chiamata Zobo che vende, facendo circa 600 naira al giorno. altri sfollati hanno usato la terra circostante per aprire orti ad uso alimentare proprio e per la vendita.
due ragazzi di 29 e 22 anni, ex farmacisti, invece hanno impiegato una somma ricevuta da un parente per creare un business della ricarica dei cellulari e degli apparecchi elettronici. Hanno comprato un generatore elettrico, spine e attacchi comprati da fuori del campo e hanno aperto una centrale di ricarica vera e propria: il costo per la ricarica di uno smartphone è di 30 naira e il loro dispositivo è dotato di circa 30 adattatori.
Il guadagno totale si aggira tra i 700 e i 1000 naira al giorno abbastanza per comprare il carburante per il giorno successivo di lavoro, risparmiare un po’, e spendere l’extra sul cibo, acquistato fuori dal campo, perché migliore.