LIBIA. La classe politica libica non fa il bene del paese

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Torna a muoversi la situazione a Sabratha e più in generale nell’ovest del paese. Si è svolto un incontro di gran parte delle tribù locali di Sabratha per la riconciliazione (nella foto). I risultati dell’incontro e delle prossime negoziazioni diranno chiaramente come si evolverà lo scenario della città e di tutto il settore.

Nel frattempo, la strada costiera tra Sabratha e Al Dahmani è stata chiusa per lavori della compagnia elettrica di riparazione dei cavi. Sempre riguardo a Sabratha, le Unità anti terrorismo tunisine hanno arrestato diversi fuggitivi di Sabratha arrivati nel vicino paese. La Sala operativa anti Daesh di Sabratha ha ordinato di smettere di sparare in aria. Questo indica chiaramente quanto la stessa Sala Operativa sia in linea con il LNA poiché il comando generale ha emesso qualche giorno fa proprio un’ordinanza che nell’est del paese vieta di sparare in aria, soprattutto a Bengasi e per i matrimoni. I proiettili vaganti hanno ucciso diverse persone nelle loro traiettorie casuali. 

Nel frattempo, il Muftì Gharyani ha messo in guardia il popolo di Az Zawia contro i piani di Haftar. La città sembra essere il prossimo obiettivo del LNA nella sua rincorsa verso la capitale. Non solo scontri diretti, ma anche economici riguardano l’ovest del paese. In effetti, la società petrolifera nazionale, la NOC, ha fatto sapere che sono stati persi 2 milioni di dollari in 30 ore per la chiusura dell’impianto di Mellitah. Con il 219 Battaglione di Fanteria sono ormai sei le unità che controllano le valvole che portano gas al complesso di Mellitah. A riguardo, una milizia del sud ha minacciato di far esplodere il gasdotto che arriva in Italia se Mabrouk al Hanish non sarà liberato.

Continuano le discussioni a Tunisi dove ieri la delegazione del Parlamento di Tobruk ha lasciato le discussioni del comitato di dialogo sulla costituzione. L’inviato delle Nazioni Unite in Libia, Ghassan Salamé, ha avuto un’uscita molto dura nei confronti della classe politica libica. Il diplomatico delle Nazioni Unite ha dichiarato che la rabbia popolare è causata dai politici che dovrebbero occuparsi del bene del paese ma che non sono stati capaci di fornire servizi ai cittadini, dall’economia ai servizi sociali e all’educazione. 

Redazione

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