800 frustate per Ashraf Fayad

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ARABIA SAUDITA – Riad 03/02/2016. Il destino di Ashraf Fayad ha creato una serie di proteste e di mobilitazione internazionali.

Condannato a morte dalla giustizia saudita, il poeta palestinese Ashraf Fayad il 2 febbraio ha visto la sua pena commutata in otto anni di prigione e 800 frustate da un tribunale di Abha, nel sud-ovest dell’Arabia Saudita. Lo scorso novembre, Ashraf Fayad era stato condannato a morte per apostasia dopo la testimonianza di un uomo che sosteneva di aver visto il poeta fare commenti contro Dio, mentre un religioso lo aveva accusato di “blasfemia” per un libro di poesia scritto 10 anni fa.

Al processo di primo grado, Ashraf Fayad aveva negato che il suo libro fosse “blasfemo”, e aveva comunque fatto le sue scuse. Il tribunale poi lo ha condannato a morte per apostasia, che come l’omicidio, lo stupro o il traffico di droga è punibile con la morte in Arabia Saudita.
La decisione della corte di appello ha fatto seguito ad un appello contro la pena di morte presentato dai suoi avvocati. Il suo avvocato
Abdel Rahman al-Lahim ha affermato tra l’altro che il poeta dovrebbe ricevere 800 frustate al ritmo di 50 colpi per sessione. Gli avvocati hanno fatto ricorso e hanno chiesto la libertà provvisoria per il loro cliente.