YEMEN. Banche bloccate dalla crisi libanese

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Secondo una nuova ricerca del Sana’a Center for Strategic Stiudies, Lebanon’s Financial Collapse Traps Yemeni Banks’ Money, il 20 per cento del totale dei depositi in valuta estera dello Yemen erano detenuti nelle banche libanesi a partire dall’ottobre 2019 e sono ora bloccati dalla crisi del Libano.

Le banche libanesi hanno vietato tutti i trasferimenti esteri all’estero dal novembre 2019, nel tentativo di prevenire una rapida fuga di capitali mentre il Paese affronta la peggiore crisi economica e finanziaria degli ultimi 30 anni, riporta Memo.

Lo Yemen vive da anni in un contesto da guerra civile. Le banche del Paese, proprio come i titolari di conti libanesi, non hanno potuto accedere ai loro depositi detenuti nelle riserve del Libano, che equivalgono a 240 milioni di dollari in valuta estera.

Secondo quanto emerge dal documento, le banche libanesi sono diventate un centro strategico dei depositi yemeniti dopo che il Fatf, Financial Action Task Force, nel 2015 ha lanciato l’allarme sui conti yemeniti facendo sì che diverse banche europee e canadesi chiudessero i loro affari con lo Yemen. Le banche yemenite detengono conti in valuta estera in Libano, in modo che i commercianti e gli importatori, la maggior parte dei clienti bancari dello Yemen, che operano in dollari, non debbano pagare tassi di conversione aggiuntivi.

Di conseguenza, la crisi finanziaria in Libano e il conseguente congelamento dei depositi yemeniti ha causato, secondo il documento, danni di vasta portata e a lungo termine al commercio, che già patisce i danni del Covid-19.

Lo Yemen importa fino al 90% delle sue forniture, ma il fatto di avere depositi di valuta estera bloccati nelle banche libanesi «influisce negativamente sulla capacità delle banche yemenite di facilitare l’acquisto di beni essenziali che contribuiscono direttamente ad alleviare la situazione umanitaria e la carestia nel Paese», riporta Memo.

Il governo libanese ha iniziato il 13 maggio i negoziati con il Fondo Monetario Internazionale per un salvataggio di 10 miliardi di dollari e la ricerca del Centro studi suggerisce che «le concessioni relative ai fondi yemeniti potrebbero essere legate a qualsiasi accordo con il Fmi».

Il settore bancario del Libano, che ha perdite finanziarie per un valore stimato di 70 miliardi di dollari, ha un disperato bisogno di riforme che probabilmente avranno la precedenza sul rilascio di depositi internazionali in qualsiasi accordo con il Fmi.

Il documento del Centro studi invita poi le banche yemenite ad esplorare altre opzioni bancarie internazionali, tra cui quelle offerte dalla Turchia e dagli Emirati Arabi Uniti, nonostante l’ulteriore complicazione del cambio dei depositi in valuta locale.

Lucia Giannini