
Che i droni abbiano cambiato il modo di fare la guerra oramai è assodato, ma che la gestione della formazione sia in mano alle PMC forse è una novità.
Ufficialmente, Renegade UxS ApS, registrata nel gennaio 2024 nella cittadina di Åbybro, nel nord della Danimarca, è solo un’altra PMI danese. Il suo sito web fornisce un minimo di informazioni: nessuna specifica tecnica, nessuna immagine dettagliata e ancora meno informazioni di marketing.
Dietro questa facciata digitale, i report finanziari dell’azienda dipingono un quadro completamente diverso. Filiale di Tier One Nordic ApS, l’azienda ha realizzato un utile lordo di oltre 4 milioni di corone danesi (circa 450.000 euro) nel suo primo anno di attività. L’azienda è gestita da due uomini: Thomas Trust Have, ex soldato delle forze speciali danesi (Danish Jaeger Corps), e Dennis Sobol Mikkelsen, capi invisibili che non pubblicizzano le loro attività su LinkedIn e non compaiono affatto sui media.
Lontano dagli stand delle fiere internazionali della difesa, dove brillano aziende come Nordic Wing e Terma, Renegade preferisce il silenzio. Sviluppano prototipi di droni e sistemi di guerra elettronica e li inviano in Ucraina, perfezionando i loro sistemi a stretto contatto con le forze speciali di Kiev ed effettuando test nelle trincee del Donbass. A parlarne è intelligenceonline.com
Dietro questa azienda start up danese non ci sono solo ingegneri, ma anche ex operatori di Jægerkorpset e Frømandskorpset, due unità d’élite delle forze speciali danesi. Questi veterani, che hanno prestato servizio in Afghanistan o condotto operazioni segrete nel Mar Rosso, non gestiscono l’azienda: sono i suoi tecnici sul campo e beta tester. La loro missione è testare prototipi di droni e sistemi di intelligence elettronica (SIGINT) nel mondo reale della guerra moderna.
Il loro ruolo è fondamentale. Collaborando con gli ingegneri di Renegade UxS, traducono la loro esperienza operativa in miglioramenti concreti, sottoponendo ogni modello a test di tipo bellico sia in Ucraina che sui campi di prova.
I sistemi risultanti non sono solo pezzi da esposizione per hardware militare, ma piattaforme autonome progettate per sopravvivere in un ambiente saturo di sistemi di guerra elettronica e contromisure russe.
Renegade UxS ha adottato il metodo ucraino: progettare, implementare, testare, migliorare. I prototipi lasciano immediatamente l’officina, vanno sul campo, a volte direttamente al fronte, e tornano modificati dopo alcuni giorni di utilizzo da parte delle unità locali. Questa vicinanza al campo di battaglia è un punto di svolta. Gli ingegneri danesi, con il supporto dei partner ucraini, adattano i droni in tempo reale. Utilizzano il feedback degli operatori di droni FPV, aumentando la resistenza alle interferenze e perfezionando i moduli di intelligenza artificiale di bordo.
I prodotti Renegade UxS sono personalizzati in base alle esigenze delle truppe ucraine. L’azienda sviluppa sistemi anti-drone compatti e portatili in grado di rilevare, tracciare e neutralizzare i dispositivi nemici senza l’intervento umano. Progettati tenendo conto dell’ergonomia sul campo, questi dispositivi sono adatti a team piccoli e isolati, come le forze speciali che operano dietro le linee nemiche.
Graziella Giangiulio
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