SUDAN. Nuovo stallo nei colloqui per la diga etiope sul Nilo

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L’ultima tornata di colloqui tra tre paesi del bacino del Nilo coinvolti nel progetto della Grand Ethiopian Renaissance Dam, Gerd, non è riuscita a risolvere la controversia sulla costruzione della gigantesca diga idroelettrica da 4,6 miliardi di dollari in Etiopia, ha detto il ministro dell’irrigazione del Sudan.

Etiopia, Egitto e Sudan avevano ripreso i negoziati il 9 giugno in videoconferenza dopo mesi di stallo. Funzionari di Stati Uniti, UE e Sudafrica, l’attuale presidente dell’Unione Africana, hanno partecipato ai colloqui in qualità di osservatori, riporta Al Jazeera.

La disputa sulla Gerd, lungo il Nilo Azzurro, impatta sulla volontà dell’Etiopia di diventare una grande potenza esportatrice di energia elettrica e di tirare fuori milioni di persone dalla povertà, contro la preoccupazione dell’Egitto che la diga riduca la sua quota del fiume se riempita troppo velocemente. L’Etiopia vorrebbe riempire la diga in sette anni, mentre l’Egitto ha proposto invece un ritmo più lento di 12-21 anni. Il Sudan è rimasto intrappolato tra gli interessi contrastanti dell’Egitto e dell’Etiopia.

La diga dell’Etiopia, che ridurrà le inondazioni a valle e offrirà elettricità a basso costo, ha suscitato timori per il funzionamento e la sicurezza e si dice che potrebbe mettere in pericolo le dighe del Sudan. Dopo la fine dei colloqui del 17 giugno, il ministro dell’Irrigazione del Sudan Yasser Abbas ha detto a Khartoum che i leader delle tre contee per l’irrigazione si sono accordati sul “90% o 95%” delle questioni tecniche, ma la disputa sui “punti legali” dell’accordo rimane sciolta.

Il Nilo, lungo 6.600 chilometri, fornisce acqua ed energia elettrica nei 10 paesi che attraversa.

Il Sudan ha proposto di elevare i negoziati del GERD al livello di primo ministro per cercare di uscire dall’impasse.

«Le controversie tra le tre delegazioni sono di natura giuridica, soprattutto in termini di… meccanismo di condivisione dell’acqua. Il Sudan ha proposto di sottoporre questi temi ai primi ministri dei tre Paesi», ha detto Abbas.

Non è stata fissata alcuna scadenza per quando i primi ministri si riuniranno, poiché Addis Abeba continua a rispettare la scadenza di luglio per iniziare a riempire il serbatoio del Gerd, con grande preoccupazione dei suoi partner.

Lucia Giannini