IRAN. Pronti a scontri con Israele in Siria

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L’Iran, da più voci sarebbe pronto a un confronto con Israele su territorio siriano. Teheran ha dichiarato alle sue agenzia di stampa nazionali che in Siria e non accetterà più che gli attacchi aerei israeliani bombardino i loro siti e sono pronti a dare battaglia.

Il giornalista Elijah Magnier ha scritto sul sito web Medium che «la Grande Guerra del Medio Oriente inizierà nel Levante» e ha ritenuto che la Siria potesse essere un possibile punto di partenza.

L’articolo di Magnier è interessante perché conferma, quanto scritto da account social locali siriani, che «l’Iran sta evacuando i siti delle milizie e dei suoi consiglieri non per il ritiro o la riassegnazione, ma per impossessarsi delle caserme dell’esercito siriano dove Hezbollah ha controllato in precedenza e lascia gli edifici agli iraniani liberi dalle forze siriane e la Russia è stata informata. Con questo cambiamento, fino a quando l’informazione non raggiungerà Israele».

A metà maggio era stato annunciato che l’Iran poteva ritirare dalla Siria alcune delle sue forze ma all’epoca analisti e funzionari statunitensi hanno respinto una simile valutazione.

L’articolo di Magnier del 6 giugno fornisce un altro punto di vista su ciò che potrebbe accadere: «L’Iran non vuole più accettare attacchi israeliani nei suoi siti e depositi militari senza alcuna risposta». Nell’articolo si legge: «L’Iran sta spostando le sue centinaia di consiglieri nelle basi del regime siriano, e questo apparentemente li proteggerà perché gli attacchi aerei difficilmente prenderanno di mira caserme siriane».

Magnier ha scritto che la Russia svolge un ruolo importante perché si coordina con Israele, aggiungendo: «È stato concordato tra Israele e Russia di informare Mosca e la “base aerea russa a Hmeimim” sui dettagli di qualsiasi attacco».

Il giornalista asserisce che le unità Operazioni speciali di Hezbollah (Radwan) non avevano perso una battaglia in Siria, come riportato dal Jerusalem Post il 21 maggio, secondo cui l’unità aveva subito una battuta d’arresto per mano della Turchia a Idlib.

C’è un punto ancora più interessante nell’articolo di Magnier dove sostiene: «Hezbollah prende molto sul serio l’uccisione dei suoi combattenti» e poi ha aggiunto: «I raid israeliani hanno iniziato a colpire i siti liberi dai consulenti iraniani e l’avvertimento russo arriva a coloro che sono interessati a evacuare i singoli, in modo che Israele segua lo stesso metodo quando Hezbollah attacca auto o camion». Una sorta di gioco di specchi 

E ancora si legge: «I missili di avvertimento sono stati lanciati, ma dopo un incidente a Beirut nell’agosto 2019 che includeva droni, Hezbollah ha cercato di vendicarsi nel tentativo di mostrare un deterrente».

Sostanzialmente secondo il giornalista fino ad ora siamo solo a un gioco tra le parti per mostrare chi ha il pelo più folto, mentre da ora in poi ogni minimo errore, tensione non gestita potrebbe generare un nuovo conflitto in Siria. 

Secondo Magnier Hezbollah ha immagazzinato missili di precisione, «droni, missili da crociera a lungo raggio, missili anti-nave a lungo raggio» e altre munizioni. Hezbollah, secondo il giornalista, ritiene che ciò possa essere un deterrente per Israele e che possa cambiare le regole del gioco per proteggere i suoi uomini in Siria.

Graziella Giangiulio