STATI UNITI. Scomparsi i finanziamenti per l’Indo Pacifico. Pechino si frega le mani

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Le difese statunitensi nel centro dello scacchiere Asia-Pacifico corrono su una linea di difesa che va dal Giappone alle Filippine, a Taiwan e al Borneo: la Prima Catena di Isole.

Il controllo americano del Pacifico centrale, in pratica le retrovie di quest rimane linea di difesa, dipende da trattati, i Compacts of Free Association – COFA con tre nazioni: Palau, Stati Federati di Micronesia e Repubblica delle Isole Marshall. Queste nazioni e il loro vasto territorio marittimo comprendono la maggior parte del corridoio est-ovest dalle Hawaii al confine occidentale del Pacifico, essenziale per il controllo e le operazioni militari degli Stati Uniti nella regione, riporta AT.

Questi trattati conferiscono agli Stati Uniti l’autorità legale di operare liberamente e di tenere fuori gli eserciti di altre nazioni. In altre parole, danno a Washington accesso e controllo militare all’area.

Come parte degli accordi, le tre nazioni ricevono sostegno finanziario ed economico statunitense, compreso il diritto dei loro cittadini a risiedere e lavorare in America. Inoltre, i cittadini degli Stati COFA possono prestare servizio nell’esercito americano con tassi pro capite più elevati rispetto ai residenti di quasi tutti gli stati americani, ottenendo così la cittadinanza USA.

Attualmente i COFA sono in fase di rinnovo e ora devono solo essere votati e approvati. Per finanziare i COFA, 2,3 miliardi di dollari dovranno essere trovati dal bilancio federale USA, togliendoli ad altre voci di bilancio. I 2,3 miliardi di dollari coprono un periodo di oltre 20 anni, quindi in media si tratta di circa 40 milioni di dollari all’anno per ciascun paese.

Ma sembra che il Congresso e la Casa Bianca siano divisi anche su questi aiuti. Il Congresso incolpa parti del Congresso e la Casa Bianca. La Casa Bianca incolpa il Congresso e così via.

Con il risultato che lo stanziamento è fermo. Neanche il Dipartimento della Difesa starebbe intervenendo in proposito, con il risultato che al Senato, lo stanziamento peri questi accordi sarebbe stato addirittura tolto, facendo iniziare una corsa contro il tempo per non far scadere gli stanziamenti.

In questo scenario politico USA “ da incubo”, interviene la Cina. Pechino ha già una forte presenza commerciale e politica negli Stati COFA, e in quasi tutte le altre nazioni insulari del Pacifico, con lo scopo di “allontanarli” dagli Stati Uniti.

Tra gli approcci ci sono pagamenti finanziari, aiuti economici, programmi legati alla Via della Seta, oltre che misure meno ortodosse, come corruzione, uso della criminalità organizzata cinese e la sovversione attraverso movimenti di secessione locale per indebolire i governi recalcitranti.

Gli Stati COFA attendono quindi le misure USA che non stanno arrivando, con la Cina che si offre di risolvere tutti i problemi di questi stati.

In questa situazione il Giappone potrebbe intervenire per sovvenzionare le politiche del suo grande alleato, ma per ora non c’è alcuna traccia all’orizzonte di un possibile interessamento di Tokyo. 

E Pechino pazientemente attende. 

Tommaso Dal Passo

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