
Diverse agenzie di stampa hanno riferito che il Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS) ha vietato l’impiego di DeepSeek nelle agenzie governative civili degli Stati Uniti.
La BBC riporta che sebbene il provvedimento, che riguarda anche qualsiasi tecnologia sviluppata attraverso i modelli di intelligenza artificiale dell’azienda cinese, sia stato reso pubblico il 19 ottobre era in vigore già da luglio, applicandosi specificatemene agli enti civili come l Dipartimento del Tesoro, il Dipartimento di Stato e il Dipartimento di Giustizia, escludendo gli enti che operano all’interno del Dipartimento della Difesa.
La testata specializzata in tecnologia aziendale e trasformazione digitale, SiliconANGLE, aggiunge che la stretta di Washington su DeepSeek era in atto già dallo scorso anno da quando “l’azienda aveva stupito il settore tecnologico con il lancio del suo modello R1”, riuscendo a superare in diversi test complessi modelli di Anthropic e OpenAI nonostante fosse stato addestrato “utilizzando chip meno potenti e a una frazione del costo di alcuni modelli concorrenti”. Lo scorso anno, ricorda SiliconANGLE, il Dipartimento del Commercio aveva già vietato l’utilizzo di DeepSeek su dispositivi governativi così come lo Stato di New York (specificando in questo caso come lo Stato avesse giustificato il procedimento adducendo “«gravi preoccupazioni» relative ai potenziali rischi per la privacy dei dati e alla censura posti dall’app”), mentre la Marina “ha imposto a tutti i suoi membri di non utilizzare il modello a causa di potenziali problemi di sicurezza”.
Tornando al nuovo divieto, la BBC riporta che questa nuova stretta fa seguito alle critiche che l’amministrazione Trump e diverse aziende statunitensi all’intelligenza artificiale cinese, sottolineando come il Presidente degli Stati Uniti abbia dichiarato che Pechino sia il più grande rivale per Washington nel campo dello sviluppo dell’IA, “un elemento che ritiene cruciale per il futuro del Paese”. L’agenzia di stampa britannica aggiunge, inoltre, che all’inizio dell’anno, in una nota interna, il responsabile tecnologico della Casa Bianca Michael Kratsios riferiva che “si erano verificati «sfruttamenti malevoli» ai danni delle aziende americane di intelligenza artificiale, principalmente da parte di aziende concorrenti in Cina.” In merito a ciò la BBC segnala che Anthropic e OpenAI, in procinto di quotarsi in borsa, hanno riferito che i loro modelli di IA sarebbero stati “sostanzialmente copiati da alcune aziende cinesi del settore, tra cui DeepSeek”.
La testata britannica aggiunge poi che sebbene i “app chatbot gratuita di DeepSeek sia una delle app più scaricate sull’Apple App Store, i suoi modelli di intelligenza artificiale vengono utilizzati anche da aziende tecnologiche statunitensi”, così come dalle startup che si sono riversatte sui modelli opensource dell’azienda cinese. La BBC spiega che “uno sviluppatore di tecnologie o intelligenza artificiale, utilizzare DeepSeek nel proprio lavoro costa una frazione di quanto costerebbe un modello chiuso come Gemini di Google, Claude di Anthropic o Codex di OpenAI” così come lo sviluppo di tali modelli costa all’azienda cinese una frazione di quello che costa ai suoi competitor.
Interrogata in merito alla vicenda la portavoce del Ministero degli Esteri cinese Mao Ning, come riferito dall’agenzia di stampa Xinhua, ha dichiarato che “che la Cina si è sempre opposta alla generalizzazione del concetto di sicurezza nazionale e alla politicizzazione delle questioni relative al commercio di scienza e tecnologia, e che la Cina tutelerà con fermezza i diritti e gli interessi legittimi delle aziende cinesi”. Un articolo pubblicato sul noto sito di notizie e commenti Guancha.cn definiva “infondate” le affermazioni del Dipartimento di Sicurezza Interna degli Stati Uniti, mentre i commenti degli utenti auspicavano una risposta simile da parte della Repubblica Popolare.
Giuseppe Cusano Lanzetta
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