Modello Reno per il Medio Oriente

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ITALIA – Roma 13/10/2013. Svizzera, Germania, Francia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Austria, Liechtenstein, Belgio e Italia sono i nove paesi europei che cooperano strettamente per tutelare il fiume Reno dall’inquinamento e monitorare la qualità e la densità del flusso d’acqua per garantirne un’ottimale utilizzazione.

Dal Reno si diparte una rete di altri fiumi che copre molta parte dell’Europa. È un modello operativo che potrebbe essere usato anche per lo sfruttamento dei corsi d’acqua mediorientali. Il Reno si estende su una superficie di 200mila chilometri quadrati e raggiunge 20 milioni di persone. La cooperazione europea è svolta da diversi organi, in particolare la Commissione internazionale per la protezione del Reno (Cipr), fondata nel 1953 da Svizzera, Germania, Francia, Lussemburgo e Paesi Bassi. Il Cipr si coordina con la Commissione europea e opera secondo la Convenzione sulla protezione del Reno, firmata dagli Stati membri il 12 aprile 1999. L?idea di “copiare” il modello Reno è lanciata da al Monitor. 

Il Strategic Foresight Group (Fsg) attraverso l’iniziativa “La pace Blu in Medio Oriente” mira a trasmettere ai paesi del Medio Oriente il modello europeo. 

L’esperienza europea in tema di cooperazione idrica e ambientale sarebbe un esempio da seguire in Medio Oriente e in altre regioni. Potrebbe essere creato un Consiglio regionale per l’acqua in Medio Oriente, e promuovere la cooperazione tra gli Stati rivieraschi dei fiumi regionali, vale a dire il Tigri e Eufrate. La cooperazione dovrebbe partire dalla condivisione di informazioni sulle quantità di acqua che scorre verso il basso, controllare l’inquinamento delle acque, la portata, le prospettive di alluvioni e l’equa distribuzione delle acque, nonostante gli ostacoli. 

La lunga serie di conflitti politici tra i paesi della regione rende il discorso sulla cooperazione molto reale e non un mero discorso academico, avvisa al Monitor.  I conflitti politici, militari e confessionali che affliggono la regione (Siria, Iraq, Libano e così via) per non parlare del conflitto israelo-palestinese rendono il discorso sulla cooperazione idrica inutile.

L’approccio europeo deve essere attentamente esaminato per garantirne fattibilità e la sostenibilità, normalmente il consenso politico e la pace lo precedono, così come la cooperazione economica , scientifica e culturale tra i paesi.

In effetti , la cooperazione europea pose fine alle guerre Betweens paesi europei nei primi anni 1950 fino ad arrivare al Trattato di Maastricht per l’istituzione della Ue nel febbraio 1992 e la Convenzione per la protezione del Reno nel 1999.

Oggi, il Reno è libero da ogni contaminazione; la sua vita animale è stata ristabilita e il Reno è sicuro per nuotare e bere; diverso il caso di molti fiumi in Medio Oriente, tutti altamente inquinati come il Tigri e l’Eufrate, il Giordano e lo Yarmuk o il Litani.

La risoluzione delle questioni politiche sembra essere la conditio sine qua non per pensare ai fiumi, ma è vero anche il contrario: partire dal comune problema dell’acqua, risorsa strategica per tutti, potrebbe costituire un valido punto di partenza per il dialogo tra i paesi dell’area.