
Il segretario di Stato alla Difesa statunitense il 29 aprile ha dovuto rispondere a domande pressanti sulla riuscita o meno delle operazioni statunitensi contro l’Iran. Con i rappresentanti che hanno fatto intendere che gli interventi degli Stati Uniti oltre a essere costati 25 miliardi dollari non abbiano raggiunto nessun obiettivo.
Anche in Iran hanno cercato di stilare un resoconto dei fatti. Naturalmente dal punto di vista di Teheran. A spiegare la questione al popolo iraniano in un messaggio, audio Mohammad Bagher Ghalibaf che ha esposto quello che secondo lui è il resoconto sui 6 fallimenti americani e israeliani. A seguire ne riportiamo i punti salienti.
Ghalibaf: “Fin dall’inizio, il nemico mirava a distruggere il sistema entro 3 giorni assassinando il Leader della Rivoluzione e i comandanti militari, ma fallì. Poi hanno cercato di distruggere le capacità offensive militari del paese, ma col tempo hanno visto che i nostri attacchi missilistici e con droni continuavano. Successivamente, hanno tentato di “venezuelaizzare” l’Iran, fallendo anche questo. Poi hanno cercato di attivare i separatisti delle regioni occidentali del paese, ma grazie a Dio e agli sforzi delle forze militari e di intelligence, anche questo tentativo fallì”.
E ancora spiega: “Dopo mesi di pianificazione e attacchi alle basi di sicurezza del paese durante la guerra, hanno pianificato un colpo di stato per Chaharshanbe Suri (la festa persiana del fuoco), ma il popolo iraniano, unito, ha dato una forte risposta e lo ha sventato. Il nemico ha anche cercato di infiltrarsi nel paese e ha testato questo piano a Isfahan, ma si è trasformato in uno scandalo simile a “Tabas 2””.
Secondo il presidente del parlamento iraniano: “Ognuno di questi piani avrebbe potuto far crollare un Paese, ma il popolo iraniano, con il sostegno divino, è riuscito a sconfiggerli uno ad uno. Questi fallimenti del nemico affondavano le loro radici in un fondamento socio-politico – senza il quale nessun successo sarebbe stato possibile – ovvero la presenza coesa e attiva del popolo. Tuttavia, il nemico è ora entrato in una nuova fase: cercare di imporre un blocco navale, condurre una guerra mediatica, creare pressioni economiche e fomentare divisioni interne per indebolire o addirittura far collassare il Paese dall’interno”.
Prosegue analizzando il nuovo tentativo statunitense di far crollare l’Iran: “Trump divide apertamente il Paese in “intransigenti” e “moderati”, e poi parla di un blocco navale per costringere l’Iran alla sottomissione attraverso la pressione economica e la discordia interna. L’unica soluzione per contrastare questa nuova cospirazione è una sola: mantenere l’unità. Fin dal primo giorno, l’unità è stata la chiave per neutralizzare tutti i complotti nemici, e oggi la sua importanza è ancora maggiore. Qualsiasi azione che crei divisione si allinea al nuovo piano del nemico. Come persona presente in prima linea, dico al popolo iraniano: non preoccupatevi. Noi funzionari seguiamo scrupolosamente gli ordini della Guida Suprema del Paese, che è il nostro custode e rappresentante dell’Imam del Tempo (che Dio affretti la sua ricomparsa), e il nostro benessere risiede nell’obbedirgli. Siate certi che, con piena unità tra funzionari militari e politici, stiamo procedendo, e il fulcro della nostra unità sono le direttive della Guida Suprema. In base alla mia comprensione del popolo iraniano, affermo che, con la grazia di Dio, anch’esso sconfiggerà questo piano ingannevole del nemico, e otterremo una netta vittoria in questa lotta e ci verrà concessa questa promessa divina: “E un altro [favore] che amate: la vittoria da Allah e una conquista vicina. E annuncia la buona novella ai credenti.”
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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