Aumentati gli arresti per l’hijab

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IRAN – Teheran 31/08/2013. Il Servizio di controllo moralità della polizia iraniana ha intensificato l’applicazione della legge sul velo nei confronti delle donne che lo avrebbero violato alla fine di agosto, riporta l’agenzia di stampa Isna.

Secondo Isna, la presenza di uomini e donne della polizia appartenenti alle “squadre di castità” sono aumentati in maniera significativa nelle strade, nei parchi ricreative e nei centri commerciali della città. Le “squadre di castità” hanno anche arrestato alcune donne trovate senza l’hijab portato correttamente. In precedenza, sempre a Teheran, la polizia aveva già impedito a molte donne di entrare dove si teneva un concerto a causa del loro “abbigliamento inadeguato”. Al fermo era poi scattato l’arresto, riporta l’Isna. Secondo la legge, in Iran le donne devono coprire la testa e indossare lunghi e larghi cappotti per nascondere la loro figura: ogni primavera ed estate le forze di polizia intensificano la sorveglianza nelle strade di Teheran arrestando le donne che considerano aver violato il codice di abbigliamento. I leader religiosi iraniani dicono che l’abbigliamento islamico aiuti a proteggere le donne dallo status di sex symbol che le offende in Occidente. Ma le giovani donne nelle aree urbane più ricche spesso sfidano le restrizioni di indossare indumenti aderenti e veli indossando anche foulard colorati che coprono a malapena i loro capelli. Anche gli uomini con tagli di capelli corti ritenuti troppo “occidentali” vengono presi di mira dalle autorità di polizia.