Il futuro delle Falkland

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FALKLAND – Port Stanley 30/08/2013. La scoperta del petrolio nelle acque delle Falkland porteranno dei cambiamenti che dovranno essere fatti con gradualità per non snaturare l’identità della comunità.

Si è innescato un dibattuto politico interessante che rispecchia le speranza e le ansie di una regione che fino ad oggi viveva di pastorizia e che oggi si trova catapultata al centro del braccio di ferro petrolifero. L’ultima riunione dell’Assemblea legislativa ha proprio affrontato il tema del cambiamento nelle isole e dell’utilizzo dei ricavi del petrolio da utilizzare per la comunità. 

Per Mike Summers deputato dell’Assemblea legislativa delle isole, «Voglio dire a tutti coloro che sperano che le isole in 20 o 30 anni ospiteranno ancora 3.000 persone e una piccola città, con molti più soldi , che temo non sarà così!». Summers ha aggiunto che l’avvento degli idrocarburi avrebbe cambiato le Falkland e che «il compito dell’Assemblea sarà quello di garantire che è tutto venga fatto con sensibilità per assicurarsi che i valori della nostra comunità vengano mantenuti e non distrutti».

Le modifiche alla struttura della Assemblea legislativa delle Falkland dovrebbero accelerare il processo decisionale e consentire al governo di muoversi più rapidamente sulle questioni urgenti.

Secondo il suo collega Gavin, i prossimi 4-8 anni dovranno plasmare il futuro delle Falkland con lo sviluppo del settore degli idrocarburi ci saranno due cose da gestire: «Una sarà le aspettative e le pressioni che subiremo per spendere oltre i nostri mezzi, l’altra è il controllo sugli eventi e sulle entrate per effettuare investimenti (…) Se i fondi derivanti dal petrolio necessari per essere messo via per investire nel futuro» ha fatto eco il deputato Short,  «e dovranno essere usati per ripristinare le infrastrutture fatiscenti; non dobbiamo mai perdere di vista che il petrolio e il denaro che potrebbe venire da esso appartengono al popolo delle Falkland».