INTELLIGENCE. Stazioni SIGINT cinesi a Cuba

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Il Center for Strategic and International Studies, Csis, ha pubblicato uno studio in cui afferma che la Cina probabilmente sta gestendo molteplici strutture di spionaggio a Cuba, a giudicare dalle immagini satellitari e dalle informazioni open source reperibili.

Il Csis rileva che queste strutture sono posizionate strategicamente per monitorare comunicazioni e attività sensibili nella costa sud-orientale degli Stati Uniti, sede di numerose basi militari e centri di lancio spaziale. Il rapporto evidenzia quattro siti attivi a Cuba in grado di condurre operazioni di sorveglianza elettronica: Bejucal, El Salao, Wajay e Calabazar. Il più grande è vicino a Bejucal, sito noto per le vicende dei missili a Cuba della Guerra Fredda.

Il rapporto rileva che il sito di El Salao vicino a Santiago de Cuba è in costruzione e apparentemente ospiterà un grande schieramento di antenne disposte circolarmente, Cdaa, per una maggiore consapevolezza del dominio aereo e marittimo, riporta AT.

Lo studio Csis rileva che la presenza di queste strutture sottolinea l’ambizione della Cina di espandere le proprie capacità globali di raccolta di informazioni e fornire a Pechino una significativa finestra di intelligence nella regione.

Fa luce anche sulle motivazioni politiche e strategiche dietro la presenza della Cina a Cuba, compreso il suo sostegno a uno dei pochi governi guidati dal Partito Comunista rimasti al mondo e il potenziale per l’accesso alle installazioni militari. Suggerisce che anche un accesso limitato a queste capacità SIGINT migliorerebbe significativamente la capacità della Cina di monitorare e comunicare con le sue risorse spaziali e di intercettare i dati dai satelliti statunitensi.

Si afferma che le strutture di spionaggio della Cina a Cuba sollevano preoccupazioni per i politici statunitensi e i partner regionali, poiché la graduale espansione della Cina a Cuba potrebbe avere implicazioni strategiche a lungo termine per gli Stati Uniti.

La Cina riconosce l’importanza strategica di Cuba grazie alla sua posizione nei Caraibi, una posizione che le consente di controllare gli approcci marittimi agli Stati Uniti, bloccando di fatto gli Stati Uniti senza imporre effettivamente un blocco.

La maggiore presenza della Cina a Cuba, oltre quella russa, potrebbe anche influenzare le nazioni caraibiche che riconoscono Taiwan a rinunciare alla loro posizione. Questi vantaggi rendono Cuba una carta preziosa nelle mani della Cina nel caso scoppiasse un conflitto USA-Cina su Taiwan.

Oltre a Cuba, la Cina ha messo in atto una strategia su più fronti per aumentare la propria influenza in America Latina, che comprende elementi economici, politici, informativi e informatici, utilizzando come vettore la sua Belt and Road Initiative per espandere il suo impegno con più di 20 paesi dell’America Latina allo scopo di ottenere una leva geopolitica in futuro.

Luigi Medici 

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