Hess punta all’India

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STATI UNITI – New York. La compagnia statunitense Hess ha concluso la vendita del proprio pacchetto azionario inerente i depositi Azeri-Chirag-Guneshli  (ACG) in favore della compagnia indiana ONGC Videsh e la totalità della compagnia sussidiaria Samara-Nafta alla Lukoil. 

 

Giovedì 28 marzo la compagnia Hess ha annunciato il completamento della vendita del 2.72% delle azioni di ACG e del 2.36% di quelle inerenti il sistema di trasporto Baku-Tbilisi-Ceyhan (BTC) alla compagnia indiana ONGC Videsh per 1 miliardi di dollari. 

La BP è la compagnia che gestisce le operazioni nei depositi ACG, situati sul Mar Caspio a circa 100 chilometri di distanza da Baku in direzione, i quali hanno iniziato la loro produzione nel 1997. 

Nel frattempo la compagnia con base a New York ha firmato l’accordo per la vendità della totalità delle azioni della sua compagnia sussidiaria Samara-Nafta alla Lukoil per un totale di 2.05 miliardi di dollari. Samara-Nafta attualmente produce 50 mila barili di petrolio al giorno ed opera nella regione russa del Volga e degli Urali. Per poter concludere il processo di acquisizione le due compagnie devono attendere l’approvazione del Servizio Federale Antimonopolio della Federazione Russa che dovrà dare il proprio esito entro la prossima settimana.

Commentando tale vendite il Presidente e Amministratore Delegato della Hess, John B. Hess, ha dichiarato che con tale cessioni azionarie la compagnia statunitense ha effettuato un ulteriore passo per poter portare a compimento la propria strategia incentrata sullo sviluppo di progetti mirati che assicurino maggiore crescita e minori rischi e focalizzata sull’impiego dei proventi delle vendite nell’estinsione dei debiti della compagnia.

Precedentemente la Hess aveva annunciato il completamento della vendita dei propri interessi del deposito di Beryl posto nella sezione britannica del Mare del Nord e di quelli inerenti Eagle Ford in Texas che se vengono aggiunti ai proventi derivanti dalle vendite in Azerbaijan e quelle in Russia hanno permesso alla compagnia statunitense di “raccimolare” circa 3,4 miliardi di dollari.

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