GIAPPONE. Tokyo costringe i giganti della Rete a registrare le sedi in Giappone

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Il governo giapponese, nella sua ultima mossa per rafforzare il suo controllo delle grandi aziende tecnologiche , ha chiesto a Google, Meta e altri grandi gruppi di registrare le loro sedi globali all’estero in Giappone, oltre alle loro unità locali. 

Stando a quanto riporta Nikkei, il diritto societario giapponese richiede alle imprese straniere che operano continuamente all’interno dei confini del paese di registrare le loro sedi all’estero, ma molte aziende tecnologiche hanno registrato solo le loro unità giapponesi nonostante questa norma. Senza tali registrazioni, il governo considera difficile capire le attività e determinare la tassazione appropriata dei giganti tecnologici, dal momento che sono in grado di fornire servizi da qualsiasi parte del mondo attraverso internet, anche senza uffici reali.

Mentre altri paesi si muovono per inasprire i regolamenti, il governo giapponese sta anche cercando di proteggere i clienti e le piccole imprese che hanno a che fare con le grandi aziende tecnologiche, essendo più attento con le registrazioni, e tenendo sotto controllo le loro attività.

Il ministero della Giustizia e il ministero degli Affari Interni e delle Comunicazioni hanno chiesto a Meta, che possiede Facebook, e ad altri di registrare le loro sedi all’estero entro la fine di marzo, o di fornire spiegazioni sul perché non possono farlo entro metà aprile. 

Le aziende che non rispettano la norma possono essere multate fino a 1 milione di yen, pari a 7.900 dollari. Questa piccola sanzione, così come l’onere di dover annunciare i risultati finanziari al momento della registrazione, può aver contribuito all’assenza delle registrazioni.

D’altra parte, gli esperti nipponici dicono che registrazioni accurate saranno vantaggiose per gli utenti della rete. Una volta che un’impresa straniera registra la sua sede in Giappone, è più facile per gli utenti intraprendere procedimenti giudiziari. Attualmente, per procedimenti come l’identificazione dei troll, ci vogliono diversi mesi solo per scambiare i documenti necessari.

La questione delle aziende straniere che trascurano le registrazioni era stata sollevata da alcuni avvocati, ma il governo non ha preso alcuna azione particolare. Si ritiene che non ci siano stati casi in cui le società siano state multate in base alla legge aziendale per aver trascurato i doveri di registrazione.

Lucia Giannini