GIAPPONE. Grande riavvicinamento tra Seul e Tokyo

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L’esito del vertice di questo fine settimana tra Seul e Tokyo rappresenta una svolta rispetto al modo in cui la sinistra sudcoreana ha affrontato per decenni le relazioni con il Giappone, sollevando la possibilità di un cambiamento a lungo termine nelle relazioni bilaterali.

I leader di Giappone e Corea del Sud, Shigeru Ishiba e Lee Jae Myung, hanno cercato nuovi legami economici durante il vertice. I due leader hanno sottolineato l’importanza di mettere da parte le loro divergenze passate mentre affrontano le sfide comuni degli Stati Uniti, loro alleato comune, riporta Nikkei. 

I due leader hanno definito il loro approccio alle relazioni “orientato al futuro”. Assente dal comunicato stampa è stato qualsiasi riferimento ai disaccordi storici che hanno afflitto i legami e ostacolato la cooperazione.

La visita ha evidenziato il desiderio dei due paesi vicini di lasciarsi alle spalle il bagaglio storico e concentrarsi sulla cooperazione economica e di sicurezza, soprattutto ora che entrambi puntano a gestire le relazioni con l’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump, riporta JapanTimes.

A simboleggiare questo, sabato Lee ha fatto del Giappone la sua prima destinazione all’estero in qualità di leader: è la prima volta che un presidente sudcoreano visita il Giappone prima degli Stati Uniti, alleati comuni delle due nazioni asiatiche, da quando Tokyo e Seul hanno normalizzato i rapporti diplomatici nel 1965.

A seguito di colloqui di ampio respiro nel corso della giornata, i due leader hanno concordato che Giappone e Corea del Sud devono collaborare “come partner” per affrontare “le varie sfide che la comunità internazionale si trova ad affrontare” al fine di promuovere “interessi comuni orientati al futuro e reciprocamente vantaggiosi”, secondo una dichiarazione congiunta, la prima dei due paesi in 17 anni. “Pace e stabilità non sono scontate, non si otterranno se non si compie uno sforzo attivo”, ha affermato Ishiba. “Un rapporto positivo tra i nostri due Paesi non è solo vantaggioso per le nostre nazioni, ma anche per l’intera regione”.

Da parte sua, Lee ha sottolineato le sfide che i due Paesi continuano ad affrontare, ma ha sottolineato l’importanza di rafforzare i legami bilaterali, soprattutto nell’attuale contesto geopolitico in continua evoluzione: ”Abbiamo molte cose in comune e ci sono molti ambiti in cui possiamo collaborare. Allo stesso tempo, la nostra vicinanza implica anche aspetti in cui siamo in conflitto”, ha affermato Lee. “Le questioni difficili dovrebbero essere trattate come tali”, ha aggiunto. “Se una questione è estremamente difficile da risolvere, è importante prendersi del tempo per avviare un dialogo, collaborando al contempo in ambiti in cui la collaborazione è possibile”.

I colloqui sono stati ricchi di simbolismo, in occasione dell’80° anniversario della fine del brutale dominio coloniale del Giappone imperiale sulla penisola coreana (1910-1945) e del 60° anniversario dell’instaurazione di relazioni diplomatiche tra i due Paesi. Dopo l’incontro, i due leader hanno cercato di sottolineare che, dopo anni di astio, i loro Paesi hanno costruito una solida relazione che può essere ulteriormente rafforzata.

“Sulla base delle fondamenta costruite dalla normalizzazione delle relazioni diplomatiche nel 1965, ho concordato con il presidente di sviluppare costantemente le relazioni tra Giappone e Corea del Sud nell’attuale contesto positivo”, ha dichiarato Ishiba ai giornalisti. Lee ha ribadito questo sentimento, affermando che Corea del Sud e Giappone sono “partner ottimali” in grado di cooperare in diversi settori in modo reciprocamente vantaggioso.

Sebbene l’incontro abbia prodotto scarsi risultati concreti – i due leader hanno raggiunto un accordo su un piano che consente ai giovani di ottenere visti per vacanze-lavoro due volte, invece di una sola come previsto dal sistema attuale, concordando anche di istituire un quadro di dialogo sullo spopolamento, il declino delle economie regionali e i disastri naturali – i colloqui hanno ampiamente dissipato le preoccupazioni giapponesi circa il fatto che le relazioni potessero essere destinate a un percorso accidentato.

Tuttavia, i legami potrebbero essere messi alla prova prima del previsto se le richieste di dimissioni di Ishiba provenienti dall’interno del suo Partito Liberal Democratico al potere lo costringessero infine a dimettersi. Un simile scenario, affermano gli osservatori, potrebbe portare a un sostituto più conservatore, meno disposto a scendere a compromessi sulle questioni storiche.

Oltre ai rapporti bilaterali, i due leader hanno anche discusso del crescente arsenale nucleare e missilistico della Corea del Nord, nonché della sua stretta cooperazione militare con la Russia nella guerra in Ucraina, ribadendo il loro forte impegno per la completa denuclearizzazione della penisola coreana. 

Lucia Giannini 

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