ETIOPIA. I tecnici ricuciono il rapporto con l’Egitto per la diga sul Nilo

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Le squadre tecniche di esperti che cercano di porre fine al conflitto internazionale per la Grand Renaissance Dam voluta dall’Etiopia lungo il fiume Nilo apparentemente stanno facendo un importante passo avanti, mentre il secondo turno di colloqui al Cairo, in Egitto, stava andando avanti.

Stando a quanto riporta The East African, l’Etiopia e l’Egitto hanno ceduto terreno sulle loro richieste divergenti e ora stavano cercando di trovare modi nuovi per portare avanti i risultati del comitato tecnico tripartito, di cui anche il Sudan fa parte, che ha portato al crollo dei colloqui di Khartoum lo scorso ottobre. Il crollo dei colloqui ha portato l’Egitto e l’Etiopia ad accusarsi a vicenda, un muro contro muro che ha portato ad una serie di voci incontrollate su fatto che il conflitto avrebbe potuto degenerare in una guerra in piena regola tra i due paesi.

La Russia e poi gli Stati Uniti hanno dovuto intervenire su invito dell’Egitto per far tornare le squadre al tavolo dei negoziati il mese scorso e fissarsi il 15 gennaio come data limite per raggiungere il consenso sulla risoluzione della controversia. La data è tuttavia soggetta a eventuale revisione.

Il ministro etiope dell’Acqua, dell’irrigazione e dell’energia Seleshi Bekele ha detto che Addis Abeba stava lavorando per far riempire la diga in quattro o sette anni.

Si tratta di una importante dilazione rispetto alla relativa notizia iniziale secondo cui la diga sarebbe stata riempita in tre anni ed in conformità  con le raccomandazioni delle squadre tecniche fate prima che esplodessero le differenze a Khartoum in cui l’Egitto ha richiesto che la diga fosse riempita durante un tempo più lungo con un volume uniforme di acqua che viene fissato annualmente.

L’Etiopia ha iniziato a costruire la Grand Renaissance Dam nel 2011 e spera di produrne energia elettrica entro la fine del prossimo anno prima della sua piena operatività nel 2022.

Tommaso dal Passo