ECUADOR. Tutti bocciati i referendum costituzionali di Noboa

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Il presidente ecuadoriano Daniel Noboa ha subito un duro colpo domenica, quando il Paese ha votato in un referendum contro tutte e quattro le sue proposte di riforma costituzionale. Con oltre il 75% dei voti scrutinati, le quattro opzioni sostenute dal governo di Noboa sono state bocciate con margini che andavano dal 53% al 61%.

Nessun sondaggio aveva previsto questo scenario. La scorsa settimana, Noboa ha incontrato il Segretario per la Sicurezza Interna degli Stati Uniti, Kristi Noem, per valutare le possibili sedi per le basi statunitensi, riporta MercoPress.

Le due proposte più fortemente respinte riguardavano la convocazione di un’Assemblea Costituente, bocciata con il 61% dei voti, mentre il piano per eliminare il divieto costituzionale del 2008 sull’installazione di basi militari straniere sul suolo ecuadoriano ha incontrato un rifiuto del 60%.

Le altre due questioni respinte riguardavano la soppressione dei finanziamenti statali a organizzazioni e partiti politici e la riduzione del numero dei membri dell’Assemblea Legislativa da 151 a 73.

Noboa, che aveva seguito lo scrutinio dalla sua residenza sulla spiaggia di Olón, ha chiesto il referendum per “rifondare il paese” e ha sostenuto che una nuova costituzione fosse necessaria per affrontare questioni come i “rapimenti” istituzionali e per riformare il sistema giudiziario per mantenere i criminali detenuti. Ha anche cercato il sostegno internazionale, sostenendo che fossero necessarie basi straniere per combattere la criminalità organizzata transnazionale.

La campagna del “No” è stata fortemente sostenuta dall’opposizione, incluso il movimento politico dell’ex candidata presidenziale Luisa González. Gli oppositori hanno sostenuto che il referendum non avrebbe risolto i problemi di insicurezza del paese e che Noboa stava cercando una costituzione su misura per governare senza i limiti imposti dall’attuale carta, come la Corte Costituzionale.

La presidente del Consiglio Elettorale Nazionale Diana Atamaint ha confermato un’affluenza alle urne dell’80% degli elettori registrati, superiore alle medie storiche.

Noboa aveva aperto la giornata elettorale annunciando la cattura in Spagna di Wilmer Chavarría, alias “Pipo”, uno dei principali leader di un’importante banda criminale legata al cartello messicano Jalisco Nueva Generación.

Questo è stato il secondo plebiscito promosso dal presidente Noboa; nell’aprile 2024, aveva ottenuto con successo l’approvazione popolare per precedenti modifiche costituzionali.

Maddalena Ingrao 

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