EBOLA. Rischio sicurezza elevato per gli operatori OMS nel Kivu 

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La sicurezza per il personale che combatte le emergenze sanitarie devono essere intensificate con urgenza, ha detto l’Oms, Organizzazione Mondiale della Sanità, dopo che un operatore sanitario impegnato nella campagna di prevenzione a Ebola, è stato pugnalato a morte nel nord-est della Repubblica Democratica del Congo.

Come riporta Defence Web, le violenze compiute deliberatamente contro gli operatori sanitari e gli ospedali non sono mai state così gravi come acceduto recentemente nelle aree colpite dalla nuova epidemia di Ebola. L’impatto schiacciante colpisce gli operatori sanitari locali, non tanto sul personale internazionale, ha fatto sapere l’Oms.

Nonostante i rischi di lavorare in luoghi insicuri, spesso gli operatori non hanno altra scelta che andarsene, perché la sicurezza di combattere l’epidemia non c’è e ebola si diffonderà e si intensificherà come un incendio.

Quest’anno sono stati segnalati 862 attacchi contro operatori sanitari e strutture sanitarie di 10 paesi, con 173 morti e 557 feriti gravi: si tratta di una massiccia sottovalutazione del problema. Tra gli aspetti più scioccanti di questa tendenza crescente per gli umanitaristi è stato l’effetto sui civili; una delle ultime speranze che una comunità ha durante un conflitto è la capacità di prendersi cura dei bambini o dei feriti. La distruzione di una struttura sanitaria è più che la distruzione di un edificio; toglie speranza alla comunità e come tale il suo impatto è molto maggiore.

In una dichiarazione congiunta del ministero della Sanità della Repubblica Democratica del Congo e dell’Onu, si legge che la vittima dell’ultimo episodio non ancora ufficialmente nominata – ha lavorato anche come reporter presso una stazione radio comunitaria a Lwemba e anche il suo partner è stato gravemente ferito.

Due sospetti sono stati arrestati e gli investigatori stanno cercando di vedere se l’omicidio sia o meno collegato all’attuale campagna di riposto sanitaria di Ebola, che sta incontrando parecchie difficoltà nelle aree teatro della ribellione nel paese.

Graziella Giangiulio