EASTMED. Gli USA bocciano il gasdotto tra Israele Cipro e l’Europa

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Il gasdotto proposto per consegnare il gas naturale dai depositi del Mediterraneo orientale ai mercati europei è troppo costoso, non è economicamente redditizio e richiederà troppo tempo per aiutare i paesi che cercano alternative al gas russo, ha detto il 7 aprile Victoria Nuland, Sottosegretario di Stato Usa per gli affari europei ed eurasiatici.

Nuland ha detto dopo i colloqui con il presidente cipriota Nicos Anastasiades che i paesi della regione hanno capito che la dipendenza dal petrolio e dal gas russo non è «una buona scommessa» dopo la sua invasione dell’Ucraina. Ma ha detto che il progetto del gasdotto EastMed non sarebbe in grado di fornire immediatamente il gas di cui l’Europa ha bisogno per liberarsi rapidamente dall’energia russa, perché correrebbe in acque molto profonde e la costruzione richiederebbe più di un decennio, riporta ToI.

«Francamente, non abbiamo 10 anni, ma in 10 anni da ora, vogliamo essere molto, molto più verdi e molto più diversificati nelle fonti di energia (…) Quindi quello che stiamo cercando nel contesto degli idrocarburi sono opzioni che possono farci avere più gas, più petrolio per questo breve periodo di transizione», ha detto Nuland.

Le parole di Nuland sono arrivate un paio di giorni dopo l’incontro ad Atene con il ministro degli Esteri israeliano Yair Lapid e i diplomatici di Grecia e Cipro. Dopo l’incontro, Nuland ha twittato: «Gli Stati Uniti sostengono fortemente la cooperazione del 3+1 – Grecia, Israele, Cipro, + Stati Uniti».

Israele ha collaborato con Grecia e Cipro per costruire un gasdotto dal Mediterraneo orientale, ma il progetto è in gran parte in stallo da quando gli Stati Uniti hanno ritirato il sostegno a gennaio 2022. La Turchia, che è stata esclusa dal progetto, aveva avanzato le proprie rivendicazioni sulle riserve di gas offshore, aumentando le tensioni regionali.

L’idea del gasdotto lunga 1.900 chilometri e dal costo di 6 miliardi di dollari per inviare il gas naturale dai campi recentemente scoperti al largo di Israele e Cipro è nata diversi anni fa tra i membri dell’Unione europea, Grecia e Cipro, i cui leader hanno firmato un accordo nel 2020 per procedere con la sua pianificazione. Le osservazioni di Nuland sembrano effettivamente accantonare il progetto. Nuland ha detto che gli Stati Uniti e i partner regionali tra cui Israele, Grecia, Cipro e Turchia stanno cercando modi alternativi per portare il gas sui mercati.

Un progetto che ha il sostegno degli Stati Uniti è un cavo elettrico che collega Israele e Cipro al continente europeo.

Il ministro dell’energia di Cipro, Natasa Pilides aveva detto lo scorso ottobre che il trasferimento del gas tramite un gasdotto agli impianti di lavorazione egiziani, dove verrebbe liquefatto per l’esportazione a bordo di navi, è “l’opzione più probabile” per portare rapidamente il gas all’Europa continentale.

Il capo del ramo cipriota di ExxonMobil, Varnavas Theodossiou, sempre a febbraio aveva detto che il gas naturale sarebbe rimasto un’importante fonte di energia fino al 2050 e le quantità trovate al largo di Cipro avrebbero potuto raggiungere i mercati attraverso un gasdotto o liquefacendolo per il trasporto via nave. ExxonMobil e Qatar Petroleum sono autorizzati a effettuare perforazioni esplorative in due delle 13 aree all’interno della zona economica esclusiva di Cipro, al largo della costa meridionale dell’isola.

Un consorzio composto dalla francese TotalEnergies e dall’italiana Eni ha ottenuto le licenze di esplorazione per sette blocchi e ha fatto una scoperta significativa; mentre Chevron e Shell hanno la licenza per un blocco.

Luigi Medici