CINA. Le imprese statali si riprendono dal virus, male le PMI

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Oltre il 90% delle imprese statali cinesi ha ripreso la produzione, secondo l’Agenzia statale di vigilanza patrimoniale, dopo che i timori per l’impatto economico del coronavirus erano aumentati grazie ai dati economici di febbraio, molto più deboli del previsto.

Le 48mila filiali di 96 aziende statali e controllate dall’Agenzia di sorveglianza hanno riportato un tasso di ripresa del lavoro del 91,7%, dopo le politiche di quarantena e di lavoro a domicilio annunciate in tutto il paese nelle ultime cinque settimane per contenere la diffusione del coronavirus, riporta Scmp.

La Cctv, riporta poi che: «In particolare, il petrolio e il gas, le comunicazioni, la produzione di energia elettrica, le industrie dei trasporti hanno un tasso di funzionamento di oltre il 95 per cento; alcuni hanno raggiunto un tasso del 100 per cento».

La produzione economica è stata fortemente ridotta dalla fine di gennaio, quando Pechino ha prolungato le vacanze del Capodanno lunare per una settimana, con diverse province che hanno annunciato ulteriori proroghe fino a metà febbraio, a causa degli effetti dell’epidemia di coronavirus. Mentre le imprese statali sembrano essere riuscite a tornare al lavoro, altri dati ufficiali non sono stati altrettanto ottimistici.

Sabato, la Cina ha annunciato che l’indice degli acquisti manifatturieri di febbraio è sceso al minimo storico di 35,7, segnalando una forte contrazione dell’attività delle fabbriche. Questo livello è stato anche peggiore del precedente minimo raggiunto durante la crisi finanziaria globale del novembre 2008, quando l’indice era sceso a 38,8.

L’Ufficio Nazionale di Statistica ha anche detto che lo stesso indice non manifatturiero, di fatto il sentiment nei settori dei servizi e delle costruzioni, è sceso a 29,6 dal 54,1 di gennaio, il più basso mai registrato, al di sotto del precedente minimo di 49,7 nel novembre 2011.

Inoltre, il ministero dell’Industria e dell’Information Technology aveva affermato che solo il 30% delle piccole e medie imprese cinesi aveva ripreso a lavorare: le imprese manifatturiere hanno avuto un tasso di ripresa del 43,1 per cento; i fornitori di servizi di istruzione online e di tecnologia dell’informazione oltre il 40 per cento, nonostante le misure fiscali d’emergenza come l’abbassamento dei tassi d’interesse, il rinvio delle spese di assicurazione sociale e il taglio dei costi energetici.

Graziella Giangiulio