COREA DEL NORD. I diplomatici lasciano Pyongyang, Kim va alle esercitazioni, nel frattempo il COVID19…

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Circa 100 cittadini stranieri hanno in programma di lasciare Pyongyang su un volo Air Koryo per la città russa di Vladivostok, in Estremo Oriente. Stando alla Tass, che cita fonti diplomatiche europee nella capitale nordcoreana: «Le ambasciate di Germania, Francia, Svizzera e Indonesia hanno in programma di sospendere le loro operazioni per il periodo di quarantena e di evacuare il loro personale da Pyongyang», i membri del personale delle ambasciate bulgara, polacca e rumena hanno pianificato di inviare le loro mogli e i loro figli, circa 100 persone, a Vladivostok su un volo speciale.

Inoltre, la maggior parte dei membri dello staff delle organizzazioni internazionali che lavorano in Corea del Nord lascerà il Paese anche sul volo, perché «le attività delle missioni umanitarie rimarranno sospese nei prossimi mesi a causa della quarantena, quindi solo poche persone rimarranno per mantenere un livello minimo di attività». Il volo speciale partirà da Pyongyang alle 08:30 del 6 marzo.

La quarantena del coronavirus in Corea del Nord è stata prolungata a tempo indeterminato. Inoltre, le autorità del Paese hanno vietato agli stranieri di lasciare il quartiere diplomatico di Pyongyang. In precedenza la Corea del Nord aveva sospeso i voli e i treni da e per la Cina e la Russia.

Kim Jong-un, riporta Hankyoreh, in un recente incontro del Politburo, ha ordinato speciali misure nazionali antiepidemiche per contenere la trasmissione del Covid 19. «Se la malattia infettiva che si diffonde al di fuori di ogni controllo entrasse nel Paese, comporterà gravi conseguenze», Kim aveva quindi invitato le agenzie competenti, tra cui il Praesidium dell’Assemblea Suprema del Popolo e il governo, a «rafforzare le misure antiepidemiche del Paese».

Kim aveva anche ordinato una più approfondita attuazione di una precedente chiusura dei confini e di misure di check-up, screening e quarantena, sottolineando la «necessità di applicare una rigorosa disciplina in cui tutti i campi e le unità del paese devono obbedire incondizionatamente al comando e al controllo del quartier generale centrale relativo all’emergenza antiepidemica e ne eseguano scrupolosamente le istruzioni».

Sebbene la Corea del Nord abbia dichiarato di non avere alcuna caso diagnosticato, gli ordini personali di Kim Jong-un indicano che il regime sta prendendo la situazione molto seriamente.

Mentre le attività di Kim non erano state divulgate in precedenza durante l’epidemia di coronavirus, sono state rese invece pubbliche sue immagini mentre dirige le esercitazioni di “attacco congiunto” dell’esercito popolare coreano eseguito il 28 febbraio.

L’agenzia ha definito la visita «finalizzata a valutare la mobilità e la capacità di attacco delle unità di difesa sul fronte e nell’area orientale e ad aiutarle ad ottenere la competenza nel comando di un attacco combinato da parte dei servizi delle forze armate».

È stato il primo resoconto delle attività di Kim nei 13 giorni successivi a quando i media nordcoreani hanno riferito il 16 febbraio che aveva visitato il Palazzo del Sole di Kumsusan a Pyongyang per il 78° anniversario della nascita di suo padre Kim Jong-il, il “Giorno della Stella splendente”.

Antonio Albanese