CINA. Trilioni di yuan messi sul mercato per salvare l’economia affetta da coronavirus

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La banca centrale cinese ha immesso 1,2 trilioni di yuan nei mercati finanziari il 3 febbraio, parte di uno sforzo da parte delle autorità di regolamentazione per mitigare la volatilità dei mercati sullo sfondo dell’epidemia di coronavirus.

Gli investitori di Shanghai e Shenzhen si stanno preparando per un possibile brutale ritorno quando i mercati si riapriranno per la prima volta dalle vacanze del Capodanno Lunare.

L’epidemia del coronavirus, che ha ucciso almeno 304 persone e ne infettato più di 14.380 nella sola Cina, ha bloccato l’attività economica in Cina, mentre le autorità adottano misure aggressive per contenere la malattia, frenando i trasporti pubblici, riducendo i luoghi di intrattenimento e accorciando gli orari di lavoro.

Di fronte a questa “situazione epidemica”, la People’s Bank of China, Pboc, aveva dichiarato il 2 febbraio che avrebbe immesso «1,2 trilioni di yuan tramite operazioni di riacquisto passivo il 3 febbraio per garantire una sufficiente fornitura di liquidità (…) La liquidità del sistema bancario complessivo sarà di 900 miliardi di yuan in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso», ha aggiunto la Banca centrale.

È la prima volta che la Banca centrale fa un annuncio di questo tipo e segna anche la più grande operazione di riacquisto passivo a un giorno che abbia mai condotto, riporta Scmp.

Secondo i calcoli effettuati da Reuters, 1,05 trilioni di yuan di riacquisto passivo significa che saranno iniettati 150 miliardi di yuan in contanti netti.

Questa è una delle 30 misure annunciate da più autorità lo scorso fine settimana per stabilizzare l’economia dalle perturbazioni causate dall’epidemia di coronavirus.

Gli economisti hanno previsto che la crescita economica della Cina potrebbe scendere sotto il 5% nei primi tre mesi dell’anno, dal 6% del quarto trimestre del 2019, e molti hanno avvertito che la tendenza al ribasso potrebbe continuare nel secondo trimestre. L’ente di controllo dei titoli cinesi ha detto il 2 febbraio, dalle colonne del Renmin Ribao, che l’epidemia avrebbe avuto un impatto solo a breve termine sui mercati azionari, ma sarebbe stato in allerta per “anomalie”. La China Securities Regulatory Commission ha detto che sta valutando la possibilità di svelare uno strumento di copertura per compensare il panico del mercato e che sospenderà il trading dei futures serali a partire dl 3 febbraio.

La Cina ha preso misure senza precedenti per affrontare lo scoppio del virus, emettendo restrizioni di viaggio che hanno bloccato più di una dozzina di città nella provincia di Hubei, compresa la capitale e l’epicentro dello scoppio di Wuhan.

Anche le città al di fuori della provincia della Cina centrale sono state gravemente colpite dall’epidemia, con i governi di tutto il Paese che hanno esteso le vacanze del Capodanno lunare per ritardare i viaggi e proibire gli incontri pubblici.

Tra le restrizioni di viaggio, il traffico ferroviario di passeggeri ha continuato a diminuire. Il volume dei viaggi in treno è sceso del 78,5 per cento a 2,6 milioni di persone il sabato – l’ottavo giorno del periodo di vacanza – rispetto all’anno precedente, ha detto l’operatore ferroviario del Paese.

Lucia Giannini