CINA. I militari sono il terreno di scontro tra diverse correnti mentre Xi regna indisturbato

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In assenza di Xi Jinping, la scorsa settimana è stato Zhang Youxia a presiedere la prima riunione di propaganda post-plenum della Commissione Militare Centrale (CMC) per riaffermare gli obiettivi a lungo termine dell’Esercito Popolare di Liberazione (PLA). 

Ma al di là della consueta propaganda, l’aspetto più significativo della riunione è stata l’organizzazione. La disposizione dei posti ha confermato le voci emerse al 4° Plenum: nomine importanti sono state rinviate fino a quando non sarà definita la composizione definitiva del Politburo della CMC, riporta Intelligence OnLine

L’annuncio dell’espulsione di Miao Hua e He Weidong, inaspettatamente pronunciato dal Ministero della Difesa anziché dal Comitato Permanente del Politburo del Partito Comunista Cinese, conferma, secondo una fonte della difesa, le tensioni all’interno del Partito causate dalla riforma. La Commissione Militare Centrale (CMC) è un organo del Partito Comunista Cinese (PCC). Seguendo il principio secondo cui “il Partito comanda l’arma”, le direttive della CMC influenzano le decisioni su tutte le questioni militari, come i sistemi C4ISR (comando, controllo, comunicazioni, computer, intelligence, sorveglianza e ricognizione), le promozioni degli ufficiali, lo sviluppo di piani di guerra, le iniziative di riforma, i programmi di ricerca e sviluppo, gli appalti, la diplomazia militare e la garanzia del controllo del PCC sulle forze armate, riporta Support4partnership.

La nomina di Zhang Shengmin, responsabile della campagna anticorruzione dell’esercito, alla carica di vicepresidente della Commissione Militare Centrale chiarisce due punti: da un lato, nessun generale è attualmente considerato in grado di supportare pienamente Xi Jinping nel suo impegno per modernizzare l’Esercito Popolare di Liberazione; dall’altro, nessuno assumerà direttamente la carica di Capo del Personale, precedentemente ricoperta da Miao Hua, lasciando vacante questa posizione strategica. La promozione di Zhang, figura leale e comprovata durante le purghe, è sia un segno del controllo assoluto del presidente, sia un enigma da risolvere riguardo al nuovo equilibrio di potere che intende stabilire.

L’incontro ha anche evidenziato la vulnerabilità del Ministro della Difesa Dong Jun: isolato e relegato nell’angolo più lontano della stanza, non è stato incluso nella Commissione Militare Centrale, a differenza del suo predecessore, Li Shangfu. È già stato confermato che è sotto inchiesta. Infine, Xi Jinping ha chiesto il suo congedo temporaneo dall’incarico per evitare uno scandalo internazionale. Tuttavia, il suo isolamento esterno e protocollare non lascia dubbi sul fatto che i suoi giorni da ministro siano contati. Tra i nove generali convocati alla riunione – due della Marina, quattro dell’Aeronautica, uno della Forza Missilistica e due dell’Esercito – la presenza significativa dell’Aeronautica ha segnato un cambiamento importante nella loro posizione nella gerarchia militare cinese.

Oltre a Chen Chi e Liu Di, seduti rispettivamente alla sinistra e alla destra di Dong Jun, che si occuperanno delle funzioni logistiche e di addestramento presso la Commissione Militare Centrale, solo altri due ufficiali dell’Aeronautica presenti, Wang Chengnan e Dong Li, sono personale esperto. In effetti, la maggior parte dei promossi aveva ricevuto i gradi meno di un anno prima, il che indica una rotazione accelerata e un ricambio instabile di ufficiali superiori.

Il Quarto Plenum ha confermato in modo convincente la portata delle epurazioni nell’Esercito Popolare di Liberazione. Dei 33 generali che ricoprivano posizioni di comando, 22 erano assenti, otto erano stati ufficialmente licenziati e 14 erano scomparsi dalle cariche ufficiali e otto vice-membri proposti per sostituire la leadership centrale sono stati destituiti, a indicare un profondo sconvolgimento strutturale.

L’assenza di militari sottoposti alle purghe è stata evidente anche durante la recente riunione, a ulteriore prova del fatto che l’esercito sta attraversando una crisi di legittimità e coesione. La riunione di propaganda non ha nascosto la realtà.

La ristrutturazione della Commissione Militare Centrale è stata sospesa in attesa delle decisioni politiche del Politburo. Purghe, indagini e promozioni selettive riflettono il desiderio di Xi Jinping di mantenere il controllo sull’esercito ritardando le nomine importanti. Fino al raggiungimento di un accordo definitivo, l’Esercito Popolare di Liberazione rimarrà un campo di battaglia per conflitti interni, dove la lealtà e la vicinanza al presidente contano più della pura esperienza militare.

Anche Zhang Youxia ha iniziato sottolineando l’importanza del capitale umano nell’Esercito Popolare di Liberazione (PLA), delineando le seguenti priorità principali: rafforzare le accademie militari, elevare gli standard di addestramento, rafforzare l’integrazione delle politiche nei programmi di studio, sviluppare sistemi di valutazione per reclutare e promuovere talenti “politicamente affidabili”, accelerare l’addestramento in condizioni di combattimento reali e sviluppare programmi di addestramento per forze autonome e intelligenti.

Xi ha assunto il potere con la promessa di sradicare la corruzione in Cina, promettendo di dare la caccia sia alle “tigri che alle mosche”. Da allora, milioni di funzionari sono stati indagati e centinaia di migliaia sarebbero stati puniti, tra cui personalità di alto profilo che sono state espulse o perseguite penalmente.

Ma dopo oltre un decennio al potere, molte delle figure di alto rango prese di mira nelle campagne anticorruzione sono persone, come Miao e Li, nominate personalmente da Xi, il che solleva dubbi sulla sua capacità di controllare le nomine importanti.

Luigi Medici 

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