CILE. Si ferma la transizione Boric Kast per il cavo cinese

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Il presidente eletto del Cile, José Antonio Kast, ha dichiarato di aver sospeso il processo di passaggio di consegne con il presidente uscente Gabriel Boric, sostenendo che il suo team non può fidarsi delle informazioni ricevute su questioni chiave, tra cui un progetto di fibra ottica sottomarina legato alla Cina che collegherebbe il Cile centrale con Hong Kong. 

La decisione è seguita a un incontro al palazzo della Moneda, interrotto bruscamente dopo che Kast ha chiesto a Boric di ritrattare le precedenti dichiarazioni secondo cui avrebbe già informato l’amministrazione entrante sul progetto e sulle sue implicazioni geopolitiche. Boric ha rifiutato. “Poiché è falso, e non ho intenzione di farlo, ha deciso che i prossimi incontri bilaterali non si sarebbero svolti”, ha detto Boric ai giornalisti, riporta MercoPress.

Parlando dall’ufficio del presidente eletto, Kast ha affermato che il team entrante non aveva ricevuto informazioni adeguate non solo sull’iniziativa del cavo, ma anche sulla situazione fiscale del Paese e sulle nomine dell’ultimo minuto nel settore pubblico. “Stiamo ponendo fine al processo di passaggio di consegne perché non ci fidiamo delle informazioni che ci vengono fornite. Richiediamo maggiori controlli e maggiori informazioni”, ha affermato.

Il Ministro degli Interni Álvaro Elizalde ha confermato che gli incontri programmati tra i ministri sono stati annullati. Il governo uscente afferma che Boric ha parlato telefonicamente con Kast il 18 febbraio e ha sollevato la questione del cavo mentre le preoccupazioni degli Stati Uniti stavano già emergendo, secondo il resoconto di La Moneda.

La controversia si è intensificata dopo che Washington ha annunciato la revoca dei visti a tre funzionari cileni collegati, tramite reportage locali, al progetto “Cile-Cina Express”; tra i nominati c’era anche il Ministro dei Trasporti Juan Carlos Muñoz.

Al centro della controversia c’è lo status amministrativo del progetto. Secondo alcuni resoconti, un decreto firmato il 27 gennaio ha concesso una concessione trentennale a una società affiliata di China Mobile, ma è stato annullato entro 48 ore; l’amministrazione Boric sostiene che l’atto non è mai stato autorizzato dall’ufficio del controllore, il che significa che non è stato formalmente approvato.

Maddalena Ingrao 

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