
Il governo boliviano ha confermato questa settimana che la Drug Enforcement Administration (DEA) statunitense tornerà nel Paese “molto presto”, segnando un cambiamento significativo nella politica antidroga del Paese da quando l’agenzia fu espulsa nel 2008 dall’allora presidente Evo Morales.
La portavoce presidenziale Carla Faval ha annunciato che il presidente Rodrigo Paz Pereira, insediatosi l’8 novembre, avrebbe illustrato nei prossimi giorni i tempi e i dettagli del ritorno della DEA. L’iniziativa fa parte del piano della nuova amministrazione per ricostruire le relazioni bilaterali della Bolivia con gli Stati Uniti e cercare una cooperazione internazionale in materia di sicurezza ed energia, riporta MercoPress.
La ripresa delle relazioni con Washington è iniziata durante la campagna presidenziale e si è approfondita con la presenza del vicesegretario di Stato americano Christopher Landau all’insediamento di Paz. Entrambe le nazioni hanno anche annunciato l’intenzione di ripristinare gli ambasciatori.
Il presidente Paz si recherà negli Stati Uniti la prossima settimana per richiedere assistenza tecnica in materia di sicurezza e per raggiungere accordi sulle forniture di idrocarburi.
Il Presidente ha sottolineato la necessità della Bolivia di “aprirsi al mondo” e di abbracciare la cooperazione in materia di sicurezza, energia e lotta alla criminalità transnazionale, affermando che il Paese non dovrebbe temere le istituzioni internazionali.
“Chiunque voglia opporsi a questo sforzo dovrà considerare la propria situazione in Bolivia. Giustizia e trasparenza devono essere applicate qui”, ha dichiarato Paz in una conferenza stampa.
La DEA ha lasciato la Bolivia 17 anni fa, dopo che l’allora Presidente Evo Morales aveva interrotto le relazioni diplomatiche, accusando l’ambasciatore statunitense di sostenere gruppi di opposizione. Da allora, la Bolivia ha adottato un proprio modello per il controllo delle foglie di coca. Il Paese rimane il terzo produttore mondiale di coca e cocaina, secondo le Nazioni Unite.
Nonostante l’iniziativa del nuovo governo, il ritorno della DEA incontra un ostacolo: la Costituzione boliviana proibisce la presenza di forze armate straniere sul territorio nazionale. Il Ministero degli Esteri boliviano sta attualmente esaminando il quadro giuridico per la cooperazione proposta.
Dopo aver appreso di queste iniziative, Morales ha sottolineato che la DEA non può operare con le attuali restrizioni costituzionali e ha chiesto un referendum per decidere il ritorno dell’agenzia. “La dignità e la sovranità dei nostri popoli non sono negoziabili”, ha scritto su X, esortando Paz a chiarire i termini della cooperazione, soprattutto nel contesto dell’attuale crisi energetica del Paese.
Tommaso Dal Passo
Segui i nostri aggiornamenti su Spigolature geopolitiche: https://t.me/agc_NW e sul nostro blog Le Spigolature di AGCNEWS: https://spigolatureagcnews.blogspot.com/










