BITCOIN. Per la BRI le crypto non sostituiranno mai il denaro tradizionale

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Il rapporto economico di quest’anno della Banca dei regolamenti internazionali, Bri, contiene una valutazione negativa sul Bitcoin e sulle altre valute crittografiche. Mentre i sistemi di pagamento cripto potrebbero avere uno sviluppo per i “bonifici transfrontalieri di piccolo valore”, la Bir sostiene che «una serie di carenze» impedirà che le cripto-valute diventino realmente significative nel sistema finanziario generale.

Nonostante le cripto valute sono altamente usate in Oriente, di parere esattamente opposto è la Banca dei Regolamenti Internazionali. Fondata nel 1930 da Belgio, Francia, Germania, Italia, Giappone, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti, per coordinare i risarcimenti per la Prima guerra mondiale, oggi è un forum di incontro e un facilitatore delle banche centrali di tutto il mondo. Oggi il 95% circa del Pil mondiale è gestito da 60 organi di questa Banca, che hanno lo scopo di comprendere e orientare le politiche monetarie in materia di prestiti, liquidità e responsabilità a livello nazionale attraverso una serie di comitati che si riuniscono regolarmente presso i suoi uffici di Basilea.

La sua relazione economica annuale, ripresa da Asia Times, è una delle poche comunicazioni pubbliche della Banca e la versione di quest’anno dedica 24 pagine alle valute crittografiche: «Nuove cripto-valute stanno emergendo quasi quotidianamente e molte parti interessate si chiedono se le banche centrali debbano emettere le proprie versioni», si legge nella relazione. La sua risposta negativa sta nella loro eccessiva volatilità e instabilità e nel loro facile uso per il riciclaggio di denaro, finanziamento del terrorismo, hacking e frodi, soprattutto per quanto riguarda le Ico che sono «spesso legate a progetti commerciali poco trasparenti per i quali vengono fornite informazioni minime e non sottoposte a revisione».

Nonostante la maggiore attenzione dei governi, Bri ritiene che le «definizioni giuridiche e normative non siano sempre in linea con le nuove realtà» e chiede se l’aumento delle cripto richieda «una ridefinizione dei confini normativi».

Per la Banca, la Blockchain è un punto di debolezza, perché in tal modo le criptovalute devono fare affidamento sull’onestà intrinseca della maggior parte degli utenti di qualsiasi sistema. La creazione, il commercio e la verifica di questi sistemi basati sulla fiducia, estesi su migliaia e migliaia di computer, stanno rapidamente diventando, in termini di consumo di energia elettrica, “disastri ambientali” che alla fine «potrebbero arrestare Internet». Le cripto-valute, conclude Bri, sono un «povero sostituto del solido sostegno istituzionale del denaro».

Graziella Giangiulio