Rivista la crescita del Baltico

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Baltic-States-flagsEstonia –Tallinn. 4/5/2013. La Swedbank, principale finanziatore estero della regione del Baltico, ha corretto al rialzo le previsioni di crescita 2013 per l’Estonia e la Lettonia, indirizzando l’attenzione sui dossier Bloomberg inerenti spesa privata e investimenti nei due paesi.

Nell’anno corrente l’economia estone si espanderà con buona approssimazione di 3,3 punti percentuali; una correzione rispetto alla previsione di gennaio che attestava una crescita del 3,1% per il paese. Il prodotto interno lordo lettone, dovrebbe invece salire di 4,4 punti percentuali, ossia lo 0,2% in più rispetto alla stima precedente. Solo la Lituania, vede le sue proiezioni di crescita immutate, confermando un sensibile 4% per il 2013.

 

Il ritmo di sviluppo delle tre economie baltiche è attualmente il più sostenuto tra gli stati appartenenti all’Unione Europea, mostrando un’eccezionale ripresa rispetto agli effetti del collasso della Lehman Brothers Holdings Inc. e la conseguente bolla del settore real estate, con relativa contrazione dei flussi di credito avvenuta a partire dal 2008.

 

La Lettonia prevede per il prossimo anno di divenire il 18° membro dell’Eurozona, anche al fine di implementare l’interscambio commerciale e di investimenti con il proprio vicino estone entrato nell’euro da ormai due anni. A completare il quadro, resta fissato l’ingresso lituano nella moneta unica entro il 2015.

 

Secondo le stime della Swedbank, nell’anno corrente, l’inflazione estone dovrebbe decelerare fino a una media di 3,3 punti percentuali, con una soglia minima del 1,1% in Lettonia e del 2,5% in Lituania. La crescita economica estone si alzerebbe quindi fino al 4,2% il prossimo anno, mentre il prodotto interno lordo lettone salirà al 5% e il pil lituano si espanderà di 4 punti percentuali.

 

L’accelerazione economica estone, sarà trainata soprattutto dall’indotto delle esportazioni e dalla crescita dei salari, che porteranno a un maggior volume della domanda interna. Il prodotto interno lordo dovrebbe allora espandersi del 3,6% nel 2014; in una proiezione più ottimistica, secondo il Ministero delle Finanze, rispetto al 3,4% previsto lo scorso agosto.

 

L’Estonia, da parte sua, con l’adozione della moneta unica nel 2011 sembrerebbe aver superato la crisi europea del debito con il sostegno della domanda svedese e finlandese di componenti elettronici e di legname. Un volume di crescita del 3,2%, che l’ha posizionata lo scorso anno al terzo posto all’interno dell’Unione, subito dopo Lettonia e Lituania.

 

Il deficit di bilancio estone si amplierà nel 2013 di 0,5 punti percentuali rispetto al Pil, peggiorando la proiezione 2012 su 2013 precedentemente fissata allo 0,3%. Va tuttavia sottolineato, come resti al di sotto del tetto di deficit dello 0,7% previsto nel budget statale per l’anno corrente. Venendo ai prezzi al consumo, si prevede in Estonia una crescita per il 2013 del 3,4 punti, al di sotto del 3,5% ipotizzato l’agosto dello scorso anno e della pessimistica proiezione al 3,9% presentata a chiusura del 2012. Il Ministero delle Finanze, prevede dunque con buona probabilità che nel 2014 l’accelerazione dell’inflazione estone scenderà fino a 2,8 punti percentuali.