AUSTRALIA. L’AUKUS sotto Trump

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Dopo la recente imposizione di tariffe su acciaio e alluminio, l’approccio dell’amministrazione Trump potrebbe preannunciare difficoltà per il progetto del sottomarino nucleare per Canberra previsto dall’AUKUS.

Mass media e think tank australiani scettici dell’AUKUS, chiedono un “Piano B”, riporta AT, anche se al momento, ci sono poche prove che l’AUKUS sia al capolinea. 

Secondo gli esperti australiani, AUKUS merita di essere riesaminato, ma far risorgere l’accordo con i francesi sembra assai irrealistico, per diversi motivi.

In primo luogo, ignora l’enorme investimento e la volontà politica che i partner hanno investito in AUKUS da quando è stato annunciato nel settembre 2021. Non è stata prodotta alcuna prova convincente per dimostrare che accordi alternativi potrebbero essere forniti in modo significativamente più economico, più veloce o politicamente sostenibili.

In secondo luogo, abbandonarlo destabilizzerebbe un’iniziativa che aiuta a legare gli Stati Uniti all’Indo-Pacifico. La strategia di difesa dell’Australia si basa sul fatto che gli Stati Uniti rimangano essenziali per un favorevole equilibrio di potere regionale.

AUKUS è diventato centrale nella strategia di deterrenza dell’Australia, in un modo che le alternative farebbero fatica a replicare dopo un improvviso cambiamento di rotta. Una continuità incrollabile con AUKUS sembra molto probabilmente ispirare un impegno continuo nei confronti della regione da parte dell’amministrazione Trump.

Inoltre, le richieste di abbandonare AUKUS trascurano i vantaggi più ampi che questa cooperazione sblocca per l’Australia nell’alleanza con gli Stati Uniti. Lo slancio politico generato da AUKUS ha creato nuove opportunità per le aziende australiane nelle catene di fornitura statunitensi. Anche gli sforzi dell’Australia nelle tecnologie avanzate e nelle armi guidate sono stati potenziati.

AUKUS è più grande di un singolo accordo sulle armi. L’apparente confusione del presidente degli Stati Uniti Trump su AUKUS e il suo trattamento degli alleati europei hanno comprensibilmente fomentato preoccupazioni sul futuro dell’accordo. Ma il panorama politico australiano ha scommesso tutto sull’AUKUS, in tema di coinvolgimento politico, industriale e militare degli States. Al momento il Segretario alla Difesa Pete Hegseth e il Segretario di Stato Marco Rubio, hanno espresso il loro sostegno al progetto.

Trump ha promesso un rinnovato impegno per la crescita della base industriale statunitense istituendo un nuovo ufficio di costruzione navale della Casa Bianca e un piano d’azione marittimo. Ciò potrebbe porre gli Stati Uniti su una base più solida per soddisfare gli obiettivi di produzione legati alle vendite di sottomarini australiani.

Un’analisi del US Studies Centre rafforza la volontà delle figure chiave del Congresso di riformare i controlli sulle esportazioni e la politica di acquisizione per far avere successo ad AUKUS, in attesa di miglioramenti alla capacità industriale statunitense.

L’efficacia dei recenti cicli di investimento nel settore sottomarino statunitense deve ancora essere determinata; ma Washington sta guardando, in parte, all’Australia per le risposte alle sfide prevalenti.

Numerosi componenti per i sottomarini statunitensi provengono attualmente da un unico fornitore. Il raggiungimento della resilienza della catena di fornitura dipenderà dalla ricerca di produttori alternativi, anche dall’industria australiana, per valvole, pompe, acciaio e altro ancora.

Dall’investimento da 800 milioni di dollari australiani recentemente annunciato dal governo australiano nella base industriale statunitense ai 129 costruttori navali australiani che stanno seguendo una formazione specializzata a Pearl Harbor, AUKUS porterà benefici agli Stati Uniti in modi che forse sono stati sottovalutati.

La percezione che AUKUS potrebbe essere sfruttata nella competizione strategica con la Cina potrebbe sostenere il patto al Congresso.

Tommaso Dal Passo 

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