
L’inflazione in Argentina ha registrato un’accelerazione maggiore del previsto e per il quinto mese consecutivo a gennaio, ha dichiarato martedì l’agenzia statistica del paese, un rapporto attentamente monitorato la cui metodologia obsoleta negli ultimi giorni ha alimentato l’agitazione politica e creato problemi al presidente libertario Javier Milei.
I prezzi al consumo sono aumentati del 2,9% il mese scorso rispetto a dicembre, ha affermato l’agenzia di statistica nota con l’acronimo spagnolo INDEC, in gran parte a causa dell’aumento dei prezzi di generi alimentari, ristoranti, hotel e bollette, riporta Fortune. Gli economisti affermano che la formula utilizzata dall’INDEC per calcolare il tasso di inflazione sottostima ancora l’aumento reale dei prezzi in un Paese che si sta riprendendo dal duro programma di austerità di Milei, sostenuto dal suo stretto alleato ideologico, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, con 20 miliardi di dollari e promosso come modello per la riduzione della burocrazia federale.
L’inflazione in Argentina si è attestata al 2,9% a gennaio, portando il tasso di inflazione sui 12 mesi al 32,4%, secondo l’agenzia nazionale di statistica INDEC. Il dato ha segnato un’accelerazione di 0,1 punti percentuali rispetto a dicembre.
Per divisione, il settore alimentare e delle bevande analcoliche ha registrato il maggiore incremento mensile, pari al 4,7%, seguito da quello dei ristoranti e degli alberghi (4,1%). Per categoria di prezzo, gli articoli stagionali sono aumentati del 5,7%, l’indice dei prezzi al consumo di base del 2,6% e i prezzi regolamentati del 2,4%, riporta MercoPress.
La pubblicazione dei dati giunge in un momento di polemiche sulla decisione del governo di rinviare una revisione pianificata della metodologia dell’indice dei prezzi al consumo, incluso un aggiornamento del paniere dei consumi. La questione si è acuita dopo le dimissioni dell’allora presidente dell’INDEC, Marco Lavagna, a causa di disaccordi sulla tempistica della modifica, ha riportato Reuters.
Il ministro dell’Economia Luis Caputo ha difeso la decisione di rinviare il passaggio: “Il cambiamento doveva essere effettuato una volta completato il processo di disinflazione”, ha affermato, descrivendo opinioni divergenti sulla tempistica appropriata.
Separatamente, la banca centrale argentina ha affermato che gli analisti intervistati nell’ambito del Market Expectations Survey (REM) prevedevano un’inflazione mensile intorno al 2,1% per febbraio e al 2,1% per marzo, indicando un graduale calo successivo.
Tommaso Dal Passo
Segui i nostri aggiornamenti su Spigolature geopolitiche: https://t.me/agc_NW e sul nostro blog Le Spigolature di AGCNEWS: https://spigolatureagcnews.blogspot.com/











