
Mentre le relazioni tra Buenos Aires e Londra sono nuovamente tese a causa della disputa sulle Isole Falkland, i leader del Regno Unito e del Cile hanno avuto una conversazione telefonica in cui hanno concordato di intensificare la cooperazione nei settori della difesa e dell’industria.
Hanno inoltre affrontato direttamente la questione della disputa territoriale e la posizione britannica in merito all’autodeterminazione degli abitanti delle Isole Falkland, riporta ZM. Questo sviluppo è stato confermato dall’ufficio del primo Ministro britannico Andrew Burnham con una breve dichiarazione in cui si annunciava che si sarebbero tenuti ulteriori colloqui con il Presidente cileno José Antonio Kast.
La telefonata si è tenuta quasi contemporaneamente al contatto tra l’attuale primo Ministro britannico e il suo omologo statunitense, Donald Trump, con il quale ha discusso anche della disputa sulle Isole Falkland con l’Argentina, in particolare per quanto riguarda il progetto petrolifero Sea Lion. Di fronte agli sforzi argentini per rafforzare i meccanismi sanzionatori al fine di frenare il tentativo unilaterale di sfruttare le risorse naturali nell’area contesa, Burnham ha sollevato con l’attuale inquilino della Casa Bianca il potenziale impatto economico di tali misure su entrambi i paesi, a dimostrazione della portata della questione politica di fondo.
Sebbene la dichiarazione britannica non abbia fornito molti dettagli su ciò che spera di ottenere rafforzando la cooperazione in materia di difesa con la controparte cilena, ci sono diversi aspetti da considerare alla luce dei recenti eventi nei settori navale, aeronautico e industriale. Occorre poi tenere presente anche un altro dato importante: il governo cileno, guidato dal presidente Kast, ha già espresso il proprio sostegno alla posizione argentina in merito alla controversia con il Regno Unito sulle Isole Falkland, sulla Georgia del Sud e sulle Isole Sandwich Australi; un fatto sottolineato dalla visita del presidente Kast alla Casa Rosada.
In questo contesto, possiamo partire dal caso del potenziale collegamento tra Santiago e Londra per la costruzione delle fregate Tipo 31 “Arrowhead” progettate da Babcock International, che potrebbero equipaggiare la Marina cilena in vista della sostituzione delle fregate Tipo 22, Tipo 23, ex Royal Navy, e Adelaide ; ciò rappresenterebbe un salto di qualità difficile da trovare a livello regionale e un impulso per l’industria navale del Paese andino.
Recentemente si è recato in visita in Cile Sir Nick Hine, AD di Babcock International ed ex viceammiraglio della Royal Navy. In un’intervista al quotidiano di Valparaíso El Mercurio, Hine ha evidenziato la possibilità di coinvolgere il cantiere navale della Marina cilena, Astilleros y Maestranzas de la Armada (ASMAR), insieme ad altri partner industriali, nella costruzione delle suddette navi da guerra – un suggerimento che ha fatto seguito alla proiezione della bandiera cilena durante la presentazione della HMS Active.
Inoltre, il Cile si sta preparando a ritirare e sostituire i suoi caccia F-5 Tiger III , che hanno più di 50 anni e rappresentano una piattaforma pionieristica nell’aviazione supersonica del paese andino. In questo contesto, il generale Milton Zablah ha indicato che l’Aeronautica militare cilena (FACh) sta valutando il caccia stealth F-35, prodotto dalla società americana Lockheed Martin, come una delle possibili opzioni. Tuttavia, ciò solleva dubbi sulla fattibilità dell’acquisizione, dati i vincoli di bilancio dell’istituzione.
Pertanto, il Regno Unito potrebbe promuovere il suo Eurofighter Typhoon come alternativa più economica e altamente performante nel processo di selezione, consentendogli di mantenere la propria capacità industriale locale legata al settore aeronautico, una richiesta frequente dei sindacati del settore. Sebbene una potenziale acquisizione richiederebbe l’approvazione degli altri tre partner che hanno contribuito allo sviluppo della piattaforma, Santiago non dovrebbe incontrare grossi problemi nel finalizzare l’acquisizione.
Inoltre, è opportuno menzionare i legami esistenti tra le due nazioni nel settore accademico dedicato allo studio di questioni strategiche, in quanto questo è un altro ambito in cui la cooperazione potrebbe essere rafforzata. Oltre a tutto ciò, non si può trascurare il fatto che questi movimenti si verificano in un momento in cui il Cile sta lavorando per rafforzare la propria presenza militare nelle aree meridionali del Paese, in risposta alla crescente importanza strategica della regione e ai recenti errori rappresentati dalle dichiarazioni del Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica argentina in merito alla sovranità sullo Stretto di Magellano; un evento confuso che ha richiesto un successivo chiarimento da parte del Ministro della Difesa argentino, il Generale Carlos Alberto Presti.
Ciò si traduce in diverse forme di azione. La principale consiste nell’esecuzione di una serie di esercitazioni militari, come Kakurinka e Jaukén 2026 , che hanno comportato il dispiegamento di un numero significativo di personale nelle Isole Magallanes e nella regione antartica, inclusi mezzi aerei, navali e terrestri. In particolare, merita una menzione speciale il lavoro svolto dalla Task Force Anfibia della Marina cilena, che ha dimostrato con successo la sua capacità di proiettare e sostenere forze in una regione geograficamente complessa.
Infine, il Cile sta anche cercando di promuovere la città di Punta Arenas come snodo che faciliti il passaggio dall’Atlantico al Pacifico e viceversa, il che a sua volta solleva la possibilità che possa essere utilizzata dalle forze britanniche presenti alle Isole Falkland come scalo logistico. Non si tratta di una questione astratta, ma di un fatto che ha avuto un impatto concreto sulla configurazione del panorama regionale, come dimostra il passaggio della nave pattuglia HMS Medway nel luglio di quest’anno.
Luigi Medici
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