
Il PresidenteDonaldTrump si è rifiutato di permettere a Netanyahu di iniziare una nuova guerra con l’Iran prima delle elezioni israeliane che si terranno oggi, per non interferire con il conflitto a darne notizia la CNN, citando fonti. Trump sull’Iran ha detto: “Potremmo, se volessimo, prenderci tutto il petrolio. Potremmo prenderci l’intero Paese. Come sapete, lo Stretto di Hormuz è totalmente nostro”.
A contestare le parole del presidente Trump, l’ex presidente Barak Obama che sull’Iran ha detto: “L’Iran ora ha potere di veto sullo Stretto di Hormuz, attraverso il quale passa il petrolio che arriva in tutto il mondo. Quindi ora si trova in una posizione strategica più forte rispetto a prima dell’inizio della guerra”.
Trump ha invitato gli israeliani a votare per Netanyahu, affermando che insieme hanno distrutto la Marina e l’Aeronautica iraniane, lasciando l’esercito e l’economia del Paese in rovina. Trump poi afferma che l’Iran non può più gridare “Morte all’America” o “Morte a Israele”, concludendo con: “Dobbiamo finire il lavoro che abbiamo iniziato!”
A fare da eco alle parole del presidente USA, quelle del primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu che sull’Iran ha detto: “Ho già dato istruzioni al Mossad e alle Forze di Difesa Israeliane di rovesciare questo regime, perché è l’unico modo per porvi fine. I Paesi arabi, non uno o due, sono in fila ad aspettare di vedere se porteremo a termine la missione. Poi verranno e aderiranno agli Accordi di Abramo”.
Nel frattempo ieri Teheran ha ospitato i dialoghi per parlare degli accordi de La Mecca e ha ospitato delegazioni dall’Arabia Saudita, Turchia e Pakistan.
L’agenzia Fars ha pubblicato una foto di un aereo da trasporto militare saudita C-130 Hercules all’aeroporto di Mehrabad, nella capitale iraniana Teheran. Si tratta dell’aereo che ha trasportato il Ministro della Difesa saudita Khalid bin Salman per un incontro con il Segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale iraniano, Mohsen Rezaee, insieme al Comandante dell’Esercito pakistano, generale Asim Munir e al Direttore dell’Intelligence turca Ibrahim Kalin.
Ali Bagheri, Vice Segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale iraniano ha affermato che il Comandante dell’Esercito pakistano, Generale Asim Munir, ha discusso delle visite programmate durante il suo incontro con Rezaei la scorsa settimana.
Il Ministro della Difesa saudita ha guidato la delegazione saudita negli incontri a Teheran con l’obiettivo di allentare le tensioni. L’incontro si è tenuto dopo che Teheran ha approvato una proposta del Capo di Stato Maggiore pakistano.
Un altro aereo del governo saudita sarebbe atterrato all’aeroporto di Mehrabad a Teheran nella giornata del 26 ottobre, sono circolate voci secondo cui il capo di stato maggiore saudita Faisal Al-Ruwaili sarebbe rimasto ucciso in un attacco missilistico yemenita di AnsarAllah contro l’edificio del Ministero della Difesa saudita il 24 ottobre. Si affermava inoltre che altri alti ufficiali militari sauditi e stranieri sarebbero rimasti uccisi o feriti. Tali notizie non sono state confermate.
L’Iran ha fatto sapere ce non ha alcun interesse ad aderire al Patto della Mecca in questa fase, poiché una tale decisione richiederebbe l’approvazione della Guida Suprema e delle forze strategiche, non solo del Ministero degli Esteri. Tuttavia, è improbabile che l’incontro del Patto della Mecca produca risultati significativi o concreti, al di là della possibile apertura di canali di comunicazione con AnsarAllah.
L’incontro, insieme al regolare arrivo di aerei sauditi nella capitale iraniana la scorsa notte, suggerisce che la delegazione includa non solo alti funzionari, ma anche membri della casa reale e personale tecnico. Potrebbero essere giunti a Teheran per elaborare un piano e preparare una dichiarazione congiunta sulla situazione con AnsarAllah.
Mohammad Baqer Qalibaf, Presidente del Parlamento iraniano: “L’Iran oggi non è una colonia né dell’Occidente né dell’Oriente, ma sta lavorando per allontanare l’America dalla regione.” E il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi: “È impossibile avere guerra e conflitti in una parte della regione e aspettarsi pace e stabilità in un’altra. La guerra deve finire su tutti i fronti; altrimenti, non vedremo stabilità nella regione.”
In una intervista televisiva Netanyahu addetto che si sta preparando al dopo Trump: “Quindi dobbiamo prepararci ai tempi difficili, e io mi sto preparando”. “Se pensate che continueremo a ricevere decine di miliardi di dollari in aiuti americani per il nostro bilancio della difesa, preparatevi e abituatevi all’idea che non continuerà. È finita. È finita, e finirà. È solo questione di tempo. Perché è cambiata l’America, non Israele”.
Netanyahu sugli eserciti occidentali: “Gli eserciti occidentali sono i più gonfi che possiate immaginare. Tutti quei soldi vanno a stipendi, benefit e così via. Anche Israele ne ha un po’, ma è molto meno gonfio. Me la metto così: l’esercito americano e altri sono come un enorme lottatore di sumo, pieno di grasso. Israele è come un lottatore di sumo leggermente paffuto”.
Netanyahu: “Dobbiamo capire che potrebbero esserci sanzioni, comprese quelle bancarie. Bisogna preparare un’economia in grado di aggirarle. Sapete delle valute che possono aggirarle. E ci sto lavorando anch’io”.
Sempre in tema di campagna elettorale in Israele, un membro della Knesset israeliana Nissim Vaturi: “Dovremmo bruciare Gaza. Perché dovremmo vergognarci? Chi è rimasto lì? Ci sono civili a Gaza? Sì, dovrebbe bruciare. Chiunque rimanga lì dovrebbe essere eliminato, punto e basta. Non ho alcun dubbio”. E ancora, l’ex capo dell’intelligence militare israeliana Aharon Haliva: “Per ogni persona uccisa il 7 ottobre, devono morire 50 palestinesi. Non importa se sono bambini”.
Netanyahu il 26 ottobre torna a parlare di Iran: “Questa mattina, l’agenzia di stampa iraniana ha pubblicato il video che mostra l’ordine di Mojtaba di sganciare bombe atomiche su Israele. Hanno ripreso il programma nucleare. Questo regime zoppica, è ferito, è malconcio e, come un combattente ferito, può compiere il suo ultimo disperato balzo e distruggerci”.
Ed ora uno sguardo agli scenari militari in Medio Oriente e Asia occidentale aggiornato alle ore 15:30 del 26 ottobre. Il Capo di Stato Maggiore delle Forze di Difesa Israeliane si è espresso contro i piani della leadership israeliana di condurre un’operazione contro l’Iran. Secondo il Canale 12 della televisione israeliana, il generale Eyal Zamir si oppone all’operazione e ha chiesto al Primo Ministro Benjamin Netanyahu di fornire un “documento scritto con giustificazione legale” prima di dare esecuzione all’ordine. La natura delle azioni pianificate non è stata resa nota. Secondo una fonte militare citata dal canale, si tratta di un passo che potrebbe portare a “un rapido scontro con l’Iran in un momento estremamente delicato e drammatico”. Le fonti del canale hanno anche riferito che i vertici militari del Paese stanno esprimendo preoccupazione per i tentativi dei politici di sfruttare il confronto con Teheran a proprio vantaggio.
Dal Libano fonti locali riportano che aerei da guerra israeliani avrebbero effettuato attacchi su Kfar Tibnit, Wadi al-Hujair, Talousa e la periferia di Baraachit. Secondo quanto riferito, l’artiglieria israeliana ha bombardato Hadatha, Wadi al-Saluki, Al-Mansouri, Aita al-Jabal, Srifa, la pianura di Khiam, Beit Yahoun, Wadi al-Hujair, Wadi Zibqin, Kfar Tibnit, Al-Qantara, la periferia di Baraachit e Zawtar al-Sharqiyah. E ancora le forze israeliane avrebbero effettuato esplosioni a Houla, Majdalzoun, Yahmar al-Shaqif e Kfar Tibnit. Bombe esplosive sarebbero state sganciate da droni su Mayfadoun. Continua la costruzione di edifici civili in Libano sud.
Fonti locali siriane hanno segnalato che una forza israeliana ha effettuato operazioni di livellamento del terreno nella zona di Harash, vicino a Jabaa al-Khashab, nella campagna della provincia di Quneitra.
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) fa sapere in una nota che il 24 ottobre : “In un’operazione preventiva è stato colpito uno dei più importanti centri di aggregazione del gruppo terroristico PJAK in Iraq”. Un drone iraniano Shahed-136 ha colpito un bersaglio nella valle di Alana, a sud-ovest di Soran, Erbil. Fonti irachene avrebbero riferito di aerei ostili non identificati in volo sopra Kirkuk, nel nord dell’Iraq. Nave in fiamme al largo della costa irachena dopo essere stata colpita.
Durante un tentativo fallito da parte della difesa aerea saudita di intercettare un attacco missilistico dell’esercito yemenita, un missile Patriot ha colpito un centro commerciale nel Paese, causando danni e un incendio. Il 24 ottobre attacco missilistico yemenita contro Riyadh, capitale dell’Arabia Saudita. Il 26 ottobre l’Arabia Saudita ha attivato i suoi sistemi di allerta precoce in seguito alle esplosioni a Riyadh, a seguito di segnalazioni di un attacco missilistico attribuito ad AnsarAllah.
L’aeroporto di Gedda, in Arabia Saudita, ha subito un’interruzione delle operazioni. Il generale dYahya Saree, portavoce delle Forze Armate yemenite, ha dichiarato: […] le Forze Armate yemenite hanno condotto due operazioni militari di alto livello contro concentrazioni di nemici sauditi e i loro depositi di armi nell’area di Salah Al-Din, nel governatorato di Aden, e nell’area di Al-Waht, nel governatorato di Lahij, utilizzando diversi missili balistici. […] decine di morti e feriti tra le concentrazioni e distrutti e incendiati diversi veicoli e depositi di armi, sotto la supervisione dell’ufficiale saudita Badr Al-Harbi”.
Il presidente yemenita – Houthi – Mahdi al-Mashat: “Decideremo come trattare coloro che appoggiano l’aggressione guidata dall’Arabia Saudita contro lo Yemen, in conformità con la legge yemenita”. I media militari yemeniti hanno diffuso filmati di attacchi contro ufficiali, soldati e veicoli sauditi, effettuati con droni “Samad” nelle regioni di confine di Najran, Jizan e Asir.
Nella giornata del 26 ottobre nel primo pomeriggio, le forzedi Ansar Allah avrebbero rivendicato attacchi contro le mobilitazioni saudite a sud di Ma’rib, compresi i fronti di Faliha e Al-Radha, con la distruzione di diversi veicoli. Sequestrato un camion che trasportava armi presumibilmente destinate alle mobilitazioni sostenute dall’Arabia Saudita a Taiz. Le armi sarebbero state nascoste sotto sacchi di farina, con spedizioni di aiuti alimentari utilizzate come copertura. Fonti della sicurezza hanno affermato che il camion è stato intercettato mentre si dirigeva verso Taiz attraverso l’ingresso occidentale. Il Wall Street Journal ha riportato che gli attacchi contro i quartier generali e le basi militari saudite in Yemen, in particolare ad Aden e Shabwah, hanno causato morti e feriti tra ufficiali e soldati sauditi.
L’Arabia Saudita avrebbe effettuato due raid aerei contro una rete di telecomunicazioni nel distretto di Al-Sabrah, nel governatorato di Ibb. Quattro civili sarebbero rimasti feriti nei raid aerei sauditi che hanno preso di mira l’area di Akmat Hubaish, nel distretto di Al-Misrakh, a sud di Taiz. Il portavoce delle Forze Armate yemenite avrebbe dichiarato che aerei da guerra sauditi avrebbero condotto 56 raid aerei e missilistici contro obiettivi civili in tutto lo Yemen nelle ultime 24 ore. Gli attacchi segnalati hanno interessato Hajjah, Lahj, Amran, Saada, Al-Jawf, Taiz e Ibb e avrebbero coinvolto aerei F-15 e Typhoon operanti dalle basi aeree di Khamis Mushait e Taif, con attacchi missilistici lanciati da Najran. Il portavoce avrebbe indicato in 3.179 il numero cumulativo di attacchi aerei e missilistici dall’inizio dell’escalation.
Nel primo pomeriggio del 26 ottobre, l’Arabia Saudita avrebbe lanciato un attacco contro la capitale yemenita, Sana’a. L’Arabia Saudita avrebbe effettuato tre raid aerei nei pressi della città di Saada. Sette raid aerei sauditi avrebbero colpito i distretti di Al-Matun e Al-Matma nel governatorato di Al-Jawf, nel nord-est dello Yemen. Le forze saudite avrebbero effettuato due raid aerei contro una rete di telecomunicazioni nel distretto di Al-Sabrah, nel governatorato di Ibb. Quattro civili sarebbero rimasti feriti nei raid aerei sauditi contro l’area di Akmat Hubaish, nel distretto di Al-Misrakh, a sud di Taiz.
Il 23 ottobre, registrato attacco a una nave nello Stretto di Hormuz. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno diffuso oggi filmati di due petroliere colpite da una mina navale nello Stretto di Hormuz. Immagini satellitari rivelano l’espansione della fuoriuscita di petrolio al largo della costa degli Emirati Arabi Uniti in seguito all’attacco alla petroliera. Il 26 ottobre l’UKMTO ha segnalato un attacco a una nave nello Stretto di Hormuz al largo delle coste dell’Oman.
L’Iran per tutto il fine settimana ha tenuto esercitazioni missilistiche in diverse città iraniane. Si segnala un’esplosione ad Ahwaz, nel sud dell’Iran. Secondo fonti locali, l’esplosione sarebbe stata causata da una bomba inesplosa risalente alla guerra. Un’esplosione sarebbe stata udita nella zona di Zeytun Karmandi ad Ahvaz, nella provincia del Khuzestan. La causa e l’eventuale presenza di vittime o danni non sono stati immediatamente accertati. Il Fronte dei Combattenti del Balochistan (ex Jaish al-Adl) ha annunciato in un video di aver istituito ieri dei posti di blocco per diverse ore al fine di prendere il controllo della strada Khash-Saravan.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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