#ISRAELIRANWAR. Siria: Israele sostiene i drusi contro al Sharaa. Deportati dall’Iraq i separatisti curdi iraniani. Egiziani in Arabia Saudita contro gli Houthi 

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Tom Barrack afferma che il problema con l’Iran non riguarda la questione nucleare, bensì il fatto che “il ruolo ostile del Paese nei confronti di Israele” rappresenti un problema.

Nel frattempo, la decisione del Cairo di fornire un contingente militare all’Arabia Saudita è giunta come una sorpresa. L’Egitto è uno dei pochi paesi a possedere il sistema missilistico antiaereo S-300V, nello specifico la versione da esportazione denominata S-300VM “Antey-2500”. Attualmente, si tratta del sistema di difesa aerea e antimissile più avanzato disponibile per i clienti russi esteri. Per quanto riguarda le capacità di difesa missilistica, la variante “V” supera significativamente l’S-400.

In parlamento è emersa un’ampia e inaspettata ondata di opposizione riguardo alla richiesta del presidente Abdel Fattah el-Sisi di ottenere l’autorizzazione a intraprendere i passi necessari per fornire sostegno militare all’Arabia Saudita. Nel frattempo foto dall’Arabia Saudita mostrano l’arrivo di militari egiziani qualcuno dice mercenari a Riad. 

Da Israele Smotrich risponde a Sisi: “Come possiamo avere la certezza che l’Egitto non ci attaccherà? Se capissero che, la prossima volta che dovessero attaccare, il Sinai non esisterebbe più. Non mi sento rassicurato dalle dichiarazioni del presidente Sisi, secondo cui non avrebbe ambizioni regionali né alcuna intenzione di entrare in guerra contro “Israele””.

Nella campagna elettorale israeliana in corso continuano le minacce ai palestinesi. “Dove andranno? Non è un nostro problema.” Queste le parole di Omer Waldman, candidato alla Knesset israeliana, che invoca lo sfollamento di massa dei palestinesi a Gaza, definendolo un “dovere morale” di Israele.

Il Primo Ministro “israeliano” Benjamin Netanyahu ha annullato la sua partecipazione, precedentemente prevista, a una partita di calcio del Beitar Gerusalemme presso lo stadio Teddy, nella Gerusalemme occupata, in seguito ad urgenti avvertimenti dell’intelligence riguardo a un’imminente minaccia alla sicurezza nell’area.

Un ricercatore OSINT sulla piattaforma X ha raccolto informazioni e coordinate dei sistemi di difesa aerea e dei radar israeliani, documentandoli su una mappa tramite l’applicazione Google Earth. 

Ufficio stampa governativo di Gaza: “Lanciamo un appello urgente ai paesi arabi e islamici, sottolineando la necessità di un intervento immediato per rompere l’assedio”. “Il Programma Alimentare Mondiale ha annunciato che, a causa della carenza di fondi, sarà costretto a sospendere l’assistenza alimentare per mezzo milione di palestinesi a Gaza e a ridurre le razioni per altri. L’Ufficio stampa del governo di Gaza ha messo in guardia da “conseguenze catastrofiche” e ha chiesto la riapertura dei valichi di frontiera per consentire la consegna di aiuti urgenti”.

Un alto funzionario siriano dichiara all’emittente in lingua ebraica i24NEWS: “La Siria teme che le milizie druse possano lanciare un attacco contro le forze di sicurezza siriane nel sud del Paese, con il sostegno di “Israele”. Di recente, esponenti drusi a Sweida hanno annunciato pubblicamente la possibilità di avviare presto un’operazione per riconquistare i villaggi drusi. Si è registrato un incremento delle attività di intelligence aerea israeliana sopra Sweida e le aree circostanti, oltre a un aumento del numero di velivoli da ricognizione nei cieli di Damasco e del sud della Siria. Un elicottero israeliano è atterrato di recente a Sweida, consegnando ai drusi ingenti quantitativi di armi e munizioni.

L’ambasciatore iraniano a Baghdad ha dichiarato che è stato raggiunto un accordo per allontanare i gruppi separatisti iraniani dalla regione del Kurdistan iracheno, oppure per consegnarli all’Iran.

La Gran Bretagna sta inviando i propri caccia Eurofighter Typhoon della Royal Air Force in Arabia Saudita per proteggere il Paese dagli attacchi di Ansarullah. Tali velivoli “opereranno con una funzione difensiva e non effettueranno attacchi offensivi contro Ansarullah” per proteggere l’Arabia Saudita.

Giornate di intesi incontri diplomatici in Iran nel frattempo torna al mittente l’accordo su Hormuz. Il Ministero degli Esteri iraniano: “La risposta americana alla nostra proposta, che include l’apertura dello Stretto di Hormuz entro 7 giorni, è insufficiente”.

Il Pakistan ha silenziosamente sospeso gli scambi commerciali con l’Iran attraverso i valichi di frontiera di Taftan e Gabd-Rimdan, nella provincia del Belucistan, lasciando circa 2.000 camion bloccati su entrambi i lati del confine, riferisce Al Jazeera. Sebbene il governo federale pakistano non abbia rilasciato alcuna dichiarazione pubblica ufficiale, la Camera di commercio e industria di Quetta ha confermato la sospensione. Fonti locali forniscono spiegazioni contrastanti in merito all’improvvisa chiusura, attribuendo la misura a un rafforzamento delle misure di sicurezza per contrastare il terrorismo e il contrabbando, oppure a temporanei problemi tecnici presso i posti di blocco doganali.

Il capo dell’esercito pakistano, Asim Munir, è oggi in visita a Teheran. Tra i vari temi, si discuterà anche dei negoziati in corso tra Stati Uniti e Iran. L’aumento dei prezzi del petrolio a 110 dollari è stato il motivo per cui la visita di Asim Munir a Teheran è stata confermata, dopo che era stata esclusa fino a domenica sera.

Si intensificano le relazioni Tra Iran e Russia. Il 19 ottobre il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov era a Teheran. “La Russia non ha alcuna intenzione di abbandonare i propri accordi con l’Iran, a prescindere dalla situazione esterna” ha detto Lavrov, durante una conferenza stampa al termine dei colloqui a Teheran. Ha inoltre sottolineato che la Russia è pronta a offrire assistenza in merito al conflitto tra Iran e Stati Uniti.

I punti chiave delle dichiarazioni di Lavrov durante una conferenza stampa, a seguito dei colloqui avuti a Teheran con il Ministro degli Esteri iraniano: “La Russia non ha alcuna intenzione di abbandonare i propri accordi economici con l’Iran; Gli specialisti russi stanno gradualmente facendo ritorno alla centrale nucleare di Bushehr; La Russia è pronta a offrire assistenza in merito al conflitto tra Stati Uniti e Iran; è importante ripristinare la situazione precedente alla crisi nello Stretto di Hormuz; Sono in atto tentativi di «mettere da parte» la questione palestinese; la Russia e l’Iran sostengono la ferma attuazione delle risoluzioni [pertinenti];

Lavrov ha dichiarato di aver informato Araghchi sugli sviluppi riguardanti l’Ucraina. “La Russia accoglie con favore l’annuncio relativo alla formazione di un “Patto della Mecca””; Lavrov auspica che Pezeshkian possa partecipare al Forum dei Paesi esportatori di gas.

Il Ministro degli Esteri iraniano Seyyed Abbas Araghchi, in seguito all’incontro di ieri a Teheran con il suo omologo russo, ha dichiarato: «Mai nella nostra storia l’Iran e la Russia hanno collaborato in modo così stretto come avviene oggi».

L’Iran è riuscito a fabbricare un serbatoio strategico dal peso di 530 tonnellate destinato alla raffineria di Isfahan; la sua produzione era stata precedentemente bloccata in Corea del Sud a causa delle sanzioni. Il serbatoio ha superato con successo i test tecnici.

Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei: “Non si può parlare di buoni rapporti di vicinato quando i paesi confinanti ospitano l’aggressore. Se sono seriamente intenzionati a stabilire un meccanismo di sicurezza regionale, il primo passo è impedire alle potenze esterne di sfruttare i loro territori per minacciare e attaccare altri paesi”.

Ed ora uno sguardo agli scenari militari in Medio Oriente e Asia occidentale aggiornato alle ore 15:30 del 20 ottobre. Il Segretario alla Guerra degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha effettuato oggi una visita non annunciata in Israele, incontrando il Primo Ministro Benjamin Netanyahu per discutere della questione iraniana, Axios. Hegseth ha incontrato le truppe americane dislocate nella regione, dopo essere arrivato nell’entità sionista e aver incontrato Netanyahu e altri funzionari israeliani. Il Jerusalem Post riferisce che una possibile offensiva militare statunitense contro l’Iran potrebbe concentrarsi sul neutralizzare le capacità missilistiche balistiche del Paese e sul colpire siti nucleari chiave. Tuttavia, gli analisti militari avvertono che anche un’operazione mirata potrebbe innescare un’escalation più ampia, trascinando potenzialmente Washington in un confronto prolungato con Teheran, difficile da contenere.

Il Portavoce dell’IDF: “Si è tenuta una riunione generale di valutazione della situazione, presieduta dal Capo di Stato Maggiore, il Tenente Generale Eyal Zamir. Hanno partecipato il Capo della Direzione Operazioni, il Capo dell’Intelligence Militare e i comandanti dei comandi Settentrionale, Centrale, Meridionale e del Fronte Interno. L’incontro si è concentrato sui preparativi dell’IDF in vista dell’imminente periodo elettorale. In apertura, il Capo di Stato Maggiore ha sottolineato che la missione dell’IDF è garantire che le elezioni democratiche si svolgano secondo i tempi previsti e in un contesto sicuro. Ha inoltre ribadito che l’IDF rimane in stato di massima allerta e continuerà a mantenere un elevato livello di vigilanza e prontezza su tutti i fronti. Nel corso della riunione, il Capo di Stato Maggiore ha disposto l’attuazione di diverse misure supplementari per rafforzare la prontezza operativa: L’imposizione di restrizioni ai permessi per il personale dell’IDF, a partire da venerdì prossimo, sulla base dell’attuale valutazione della situazione. Una maggiore presenza di alti ufficiali presso i posti di comando, i quartier generali e le unità militari, al fine di garantire la prontezza operativa e l’efficacia in combattimento. Rafforzamento del Comando Centrale con il quartier generale di una Brigata paracadutisti e altre unità, incaricate di potenziare la presenza militare nella regione e incrementare l’attività operativa sul campo. Tale brigata fungerà da elemento di comando nell’area compresa tra Shomron e Beit El. Assegnazione di forze supplementari ad altri settori — aerei, navali e terrestri — in base alle necessità operative”.

Israele ha deciso di istituire una brigata militare specializzata nello spazio extra-atmosferico, con l’obiettivo di rendere Israele una potenza globale leader in questo settore. Il Capo di Stato Maggiore ha avviato la creazione di una Brigata Robotica e di una Brigata Spaziale all’interno dell’esercito israeliano: Il generale di brigata “Y” sarà nominato a capo della Brigata Robotica. Il generale di brigata “Sh” sarà nominato a capo della Brigata Spaziale.

Due coniugi uccisi in un bombardamento israeliano che ha colpito il loro appartamento, situato dietro l’ospedale Al-Shifa, nella zona occidentale di Gaza. Un terzo morto registrato a causa del fuoco dell’artiglieria israeliana nell’area di As-Samouni, nel quartiere di Zeitoun, a sud-est di Gaza. Le forze israeliane stanno aprendo il fuoco contro ciò che resta delle case palestinesi nel quartiere di Hamad City, a nord di Khan Yunis, mettendo in pericolo i civili presenti nell’area. Un razzo è stato intercettato nei cieli sopra Ashdod, vicino a Gaza.

Alcuni palestinesi affrontano le milizie dei coloni israeliani durante un attacco alla città di Silwad, a nord-est di Ramallah, nella Cisgiordania. Milizie di coloni israeliani, protette dall’esercito, sottraggono un gregge di pecore di proprietà palestinese dopo aver fatto irruzione nella città di Silwad, a est di Ramallah, nella Cisgiordania occupata.

In Libano caccia israeliani colpiscono Kfar Tebnit, nel sud del Libano.

Un radar israeliano di allerta precoce viene utilizzato per monitorare razzi e droni a Sweida, in preparazione a una nuova fase di escalation tra Israele e Iran. La posizione del radar è di grande importanza: consentirà all’entità occupante di monitorare droni e razzi da una postazione avanzata, offrendo tempo sufficiente per intercettarli.

In Arabia Sauditaè stato segnalato un nuovo attacco yemenita contro l’aeroporto di Dammam, Provincia Orientale. Segnalato l’arrivo di mercenari egiziani sono arrivati ​​in Arabia Saudita. 

L’Arabia Saudita sarebbe stata colpita da diversi attacchi con missili balistici provenienti dallo Yemen; tra gli obiettivi anche Riad Secondo quanto riferito, l’Arabia Saudita è stata ieri bersaglio di una serie di attacchi con missili balistici lanciati dallo Yemen. Tra le località prese di mira vi sarebbe anche la capitale, Riad. A causa delle crescenti preoccupazioni per la sicurezza, la Kingdom Tower – uno dei grattacieli più noti di Riad – sarebbe stata evacuata; ai dipendenti è stato chiesto di lavorare da remoto come misura precauzionale.

Secondo i miliziani sostenuti dall’Arabia Saudita in Yemen: il bilancio delle vittime del bombardamento di ieri, che ha colpito il campo di Al-Alam, è salito a 73.Le milizie sostenute dall’Arabia Saudita a Jabal Sabr sono sotto attacco da parte delle forze armate yemenite di Ansar Allah.

Aggressione saudita contro il governatorato di Al-Bayda, nello Yemen. Scontri registrati tra le forze yemenite e le forze sostenute dall’Arabia Saudita sul fronte settentrionale della città di Taiz. In corso aspri combattimenti tra le forze yemenite e le forze sostenute dall’Arabia Saudita sui fronti nella città di Taiz. I media yemeniti hanno riferito della morte di due soldati pakistani nell’area di Wadi al-Miftah, nel distretto di Dhamar, al confine con lo Yemen.

Un incidente di sicurezza che ha coinvolto una petroliera e forze militari vicino alla costa dell’Oman.Due petroliere hanno preso fuoco dopo aver urtato mine sottomarine nello Stretto di Hormuz, infliggendo un duro colpo ai corridoi globali per il trasporto di energia, riferisce l’agenzia di stampa Fars. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha lanciato un severo avvertimento in merito all’accaduto, dichiarando che “se queste provocazioni da parte dell’arrogante regime americano dovessero continuare, le compagnie petrolifere dovranno pagarne un prezzo molto più alto”.

La Persian Gulf Strait Authority (PGSA) ha annunciato che, finora, 122 imbarcazioni sono state inserite nel suo elenco di soggetti non conformi: Oltre 40 imbarcazioni sono state contattate in merito alle violazioni commesse. 19 imbarcazioni sono in trattativa per evitare l’inserimento nell’elenco o per ottenerne la rimozione. Due imbarcazioni hanno accettato di adempiere ai propri obblighi in cambio della rimozione dall’elenco. Circa altre 30 imbarcazioni verranno aggiunte all’elenco qualora non rispondessero agli avvertimenti ricevuti.

Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha minacciato di colpire i cavi internet sottomarini nello Stretto di Hormuz. Secondo l’agenzia di stampa Fars, tale dichiarazione è stata rilasciata da un rappresentante dell’IRGC, Hossein Mohebi. Egli ha sottolineato che attraverso lo stretto passano sette importanti cavi sottomarini, fondamentali per il traffico internet globale e la trasmissione di dati commerciali. Mohebi ha messo in guardia Washington contro ulteriori attacchi nei confronti della Repubblica Islamica.

Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha abbattuto oggi un drone americano di tipo MQ-9; si tratta del 54° drone abbattuto dall’inizio dell’aggressione nemica. Sono in corso i test missilistici del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC).

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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