#ISRAELIRANWAR. Netanyahu: la Cisgiordania settentrionale sarà sotto controllo delle IDF. Arabia Saudita si indaga sul fallimento della difesa aerea all’aeroporto di Riad. 22 navi attaccate a Hormuz in 14 giorni

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Il conflitto in Medio Oriente è entrato in una nuova fase. Il numero di attacchi confermati contro imbarcazioni nel Golfo Persico è passato da zero all’inizio di febbraio a 22 nelle ultime due settimane. Sì, vengono ancora esportati ingenti volumi di petrolio; tuttavia, trasportarlo fuori dal Golfo sta diventando una sfida sempre più complessa.

Il vice inviato speciale dell’ONU per la Siria, Claudio Cordone, ha dichiarato che le azioni militari israeliane nel sud della Siria hanno incluso bombardamenti e operazioni di detenzione. Ha riferito che 49 persone arrestate nel sud della Siria rimangono in stato di detenzione e ha sottolineato la necessità di porre fine alle violazioni israeliane dell’Accordo di disimpegno, nonché di rispettare la sovranità e l’integrità territoriale della Siria

L’Arabia Saudita sta indagando sui motivi per cui i sistemi di difesa aerea non sono riusciti a prevenire gli attacchi con droni e missili lanciati dagli Houthi contro l’aeroporto di Riad, che hanno causato almeno 13 morti e oltre 300 feriti. Le indagini preliminari hanno rivelato che gli Houthi hanno utilizzato droni per agevolare le missioni condotte da missili da crociera e balistici. Riad chiede un maggiore coinvolgimento degli Stati Uniti nelle operazioni militari contro gli Houthi, mentre il presidente Trump sta valutando la possibilità di lanciare attacchi.

L’aeroporto internazionale King Khalid di Riad rimarrà chiuso almeno fino al 17 ottobre in seguito a una serie di attacchi missilistici, riferisce Reuters. Le autorità saudite hanno prorogato la sospensione dei voli per effettuare controlli tecnici e di sicurezza dello scalo. L’aeroporto è chiuso dal 10 ottobre, quando un attacco dei ribelli Houthi yemeniti ha ucciso almeno 12 persone e ne ha ferite oltre 300. Il giorno seguente, un altro attacco ha colpito i terminal aeroportuali, uccidendo un cittadino pakistano e ferendone altri 11. Le principali compagnie aeree internazionali hanno cancellato i voli per Riad. Lufthansa ha sospeso i voli fino al 16 ottobre, Etihad fino al 19 ottobre e Air France-KLM fino alla fine del mese. La chiusura dell’aeroporto potrebbe essere prorogata.

Gli aeroporti sauditi attualmente impossibilitati a ricevere voli sono: Najran, Jazan, Riyadh Taif: Yanbu. Nel tardo pomeriggio del 13 ottobre sono state segnalate gravi interruzioni nello spazio aereo saudita, inclusi gli aeroporti internazionali King Khalid di Riad e King Abdulaziz di Gedda. 

Il Ministro degli Esteri iraniano Araghchi in una dichiarazione: “l’apparato diplomatico iraniano, oltre a difendere gli interessi nazionali e i diritti del Paese sulla scena internazionale, sta sfruttando attivamente i canali diplomatici per tutelare gli interessi nazionali”. L’ambasciata iraniana in India ha annunciato che Mohsen Rezaei, Segretario della Corte Suprema Nazionale del Consiglio per la Sicurezza Nazionale della Repubblica Islamica dell’Iran ha avuto un colloquio telefonico con Shri Ajit Doval, Consigliere per la Sicurezza Nazionale della Repubblica dell’India. Durante la conversazione, si sono scambiati opinioni sugli ultimi sviluppi regionali e internazionali e su questioni di reciproco interesse per i due paesi. Sotto molti aspetti, questo colloquio riveste una notevole importanza, con ulteriori sviluppi attesi in futuro. Il Ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi ha avuto invece un colloquio telefonico con il Ministro degli Esteri iracheno Fuad Hussein. I due funzionari hanno discusso delle relazioni bilaterali e si sono confrontati sugli ultimi sviluppi regionali, inclusa la situazione in Yemen.

Ed ora uno sguardo agli scenari militari in Medio Oriente e Asia Occidentale. L’artiglieria israeliana ha bombardato aree nella zona occidentale di Beit Lahia, nel nord della Striscia di Gaza. Secondo quanto riferito, dalla stampa palestinese, l’artiglieria israeliana ha preso di mira le vicinanze dell’ospedale Al-Durrah, nel quartiere di Al-Tuffah (a est di Gaza City). L’attacco si è aggiunto alle operazioni militari in corso nella Striscia di Gaza. Dalla Cisgiordania Netanyahu: “Ci stiamo preparando a uno scenario in cui l’Autorità Palestinese rivolga le proprie armi contro Israele in Cisgiordania. Chi rimarrà negli accampamenti della Cisgiordania settentrionale e controllerà l’area sarà l’esercito israeliano”.

Le forze israeliane hanno proseguito gli attacchi nel Libano meridionale. Il 12 ottobre, attacchi aerei israeliani avrebbero colpito Kfar Tebnit e Wadi Al-Hujeir. Sono stati segnalati bombardamenti di artiglieria a Wadi Zibqin, Wadi Al-Saluqi, Al-Mansouri, Beit Yahoun, Hadatha, nelle periferie di Mayfadoun, ad Ayta al-Jabal, Zawtar al-Sharqiya, Al-Jarmaq, nell’area di Al-Shamis (vicino a Kfar Shouba), nell’area di Al-Arish (vicino a Haris), a Kfar Tebnit e nelle periferie di Baraachit. A Kfar Shouba sarebbe stato fatto ricorso anche a bombe sonore. Il 13 ottobre, l’artiglieria israeliana ha nuovamente preso di mira le periferie di Mayfadoun, nel Libano meridionale.

Dopo che l’11 ottobre è emerso che i servizi di sicurezza libanesi avevano fermato e sequestrato un camion contenente circa 800 kg di esplosivo – con a bordo due membri di Hezbollah – una fonte ha riferito a MTV: “Nelle ultime ore, le Forze Armate libanesi hanno intercettato un carico di 200 kg di esplosivo C4 trasportato da un asino lungo un valico montuoso tra Siria e Libano”. Le forze israeliane avrebbero fatto saltare in aria una caserma militare abbandonata a Tal Harbon, vicino a Beit Jinn, nella zona rurale a ovest di Damasco. Nella zona rurale di Quneitra, una pattuglia composta da cinque veicoli con a bordo soldati israeliani sarebbe avanzata verso Qudna, Rasam Sind, Briqa e Bir Ajam. Durante l’incursione a Rasam Sind, le forze israeliane hanno arrestato un giovane.

Nelle ultime 24 ore, aerei da guerra sauditi hanno effettuato 119 raid aerei e attacchi missilistici contro obiettivi civili e militari nella capitale Sana’a e nelle province di Al-Jawf, Taiz, Saada, Marib, Lahj, Al-Bayda e Ibb, utilizzando velivoli “F-15” e “Typhoon” decollati dalle basi di Khamis Mushait e Taif, e attacchi missilistici da Najran e Jizan, causando morti e feriti tra i civili, tra cui donne e bambini. Il numero totale di raid aerei e attacchi missilistici dell’aggressione saudita contro il nostro Paese dall’inizio dell’escalation ha raggiunto quota 2177.

Sana’a respinge la logica dei cessate il fuoco; pertanto, se il Regno bussasse alla porta di Amman, riceverebbe un “no” dallo Yemen. Lo Yemen ha messo sul tavolo le condizioni per porre fine alla guerra: una cessazione totale delle ostilità e la fine del conflitto, non un cessate il fuoco basato su promesse e soggetto a manipolazioni americane.

Il comandante del fronte orientale di Taiz, il maggiore Amar Mahyub, è stato ucciso da Ansar Allah durante i combattimenti in corso ad Al-Dhabab.

Ansar Allah hanno rivendicato nuovo attacchi sull’aeroporto, King Khalid, e ha monito i lavoratori stranieri a non raggiungere il Regno saudita perché potrebbero perdere la vita. Rivendicato anche attacco a Khamis Mushait con un drone.

Secondo fonti yemenite un attacco aereo saudita ha ucciso nove membri della stessa famiglia nel distretto di Khub wa ash Sha’af, nel governatorato di Al-Jawf. Un morto e due feritila attacco Saudita nell’area di Qahr Bani Hashish, nel distretto di Baqim, vicino al confine yemenita. AnsarAllah ha abbattuto un UAV della Reale Aeronautica Saudita sopra Bani Matar, a sud-ovest di Sana’a.

AnsarAllah ha proseguito l’avanzata sul fronte di Taiz, spingendosi verso le alture di Jabal Saber, a sud della città di Taiz; secondo le ultime mappe del fronte, il gruppo ha conquistato il villaggio di Al-Sarari e si sta avvicinando alla cima di Jabal Al-Arous. Tuttavia, le forze del PLC avrebbero lanciato una controffensiva limitata ma efficace nella zona occidentale di Taiz, respingendo AnsarAllah dal posto di blocco di Al-Hanjar e dalle vicine alture di Hamraa. Successivamente sono stati segnalati scontri nei pressi di Al-Kasarah. Le forze del PLC continuano a mantenere il controllo della posizione strategicamente importante di Jabal Han, a nord-ovest della città di Taiz; tale controllo potrebbe rendere difficile per AnsarAllah mantenere la gestione del posto di blocco di Al-Hanjar.

Nella mattinata del 13 ottobre aerei da guerra sauditi hanno lanciato otto raid aerei sul distretto di Jabal Habashi, nel governatorato di Taiz, prendendo di mira diverse scuole e aree nelle località di Al-Haqel, Al-Maidan e Wadi Bani Khawlan. I media yemeniti hanno anche riferito che l’Arabia Saudita stava prendendo di mira aree nei governatorati di Sana’a, Amran, Al-Hudaydah e Al-Jawf. Il Ministero della Salute yemenita ha dichiarato che gli attacchi sauditi e quelli delle sue forze alleate hanno causato 385 vittime, tra morti e feriti, dal 3 settembre.

Secondo le notizie provenienti dal fronte e in base alle stesse ammissioni dell’Arabia Saudita, le forze di Sana’a mantengono il controllo del teatro operativo di Bab al-Mandab queste posizioni strategiche si trovano a sud di Bab al-Mandab e confinano con i distretti di Al-Mudharabah e Ras al-Arah, nel governatorato di Lahj, attualmente utilizzati come basi di partenza per gli attacchi verso Bab al-Mandab.

Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha annunciato un’azione contro una superpetroliera nello Stretto di Hormuz nel tardo pomeriggio del 12 ottobre, si tratta del terzo incidente di questo tipo negli ultimi due giorni. La nave è stata colpita da un missile. Secondo l’UKMTO, l’Iran ha colpito 6 imbarcazioni nello Stretto di Hormuz in 24 ore. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha di fatto confermato di aver assunto l’iniziativa in mare, sia nello Stretto di Hormuz che nelle acque circostanti. 

Anche nel pomeriggio del 13 ottobre udite esplosioni nello Stretto di Hormuz; segnalata una petroliera in fiamme. La Marina iraniana ha dichiarato che una petroliera coinvolta in violazioni ha preso fuoco nella parte orientale dello Stretto di Hormuz. Circa quattro missili balistici sarebbero stati lanciati dalle basi missilistiche di Yazd e Isfahan, nell’ambito di una serie di test condotti dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica. Separatamente, è stata segnalata attività di droni Shahed-136 sopra il governatorato di Erbil, nel Kurdistan iracheno.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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