YEMEN. Si riapre la battaglia per Hodeida

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Hodeida, città portuale yemenita, è ancora una volta nel mirino della coalizione araba. Il porto è controllato dagli Houthi, alleati iraniani, che nel 2015 hanno preso la capitale dello Yemen, Sanaa, e vaste fasce di costa. 

L’Arabia Saudita, che sostiene il governo dello Yemen riconosciuto a livello internazionale, e guida la coalizione internazionale, considera il porto un avamposto iraniano, un punto di ingresso per il denaro contante e le armi che stanno costruendo una milizia sul modello di Hezbollah del Libano, riporta Asia Times. 

Hodeida è anche il principale punto di ingresso per cibo, carburante e beni in un Paese dipendente dalle importazioni, in cui l’Unicef afferma che più di 2 milioni di bambini soffrono di malnutrizione. Una lunga battaglia per il porto, già impoverito dopo i bombardamenti che nel 2015 ne distrussero le strutture, potrebbe scatenare una carestia a livello nazionale.

Una precedente offensiva della coalizione, volta ad impadronirsi del porto quest’estate, è stata fermata da una feroce resistenza Houthi, tanto che gli Emirati Arabi Uniti hanno “messo in pausa” l’operazione per consentire agli sforzi di pace Onu di andare avanti. E ora, dopo il fallimento della diplomazia a Ginevra, la coalizione sta premendo ancora una volta per un’operazione militare.

La guerra aerea della coalizione, la più grande causa di vittime civili documentate secondo l’Onu, ha ricevuto il sostegno dalle potenze occidentali, in particolare dagli Stati Uniti, dal Regno Unito e dalla Francia.

L’Iran ha costantemente negato di fornire armi agli Houthi. L’Onu ha iniziato a ispezionare le navi dirette ai porti controllati dai ribelli dello Yemen a febbraio, un meccanismo volto ad alleviare le preoccupazioni saudite sul contrabbando di armi e i sauditi, a loro volta, hanno allentato il blocco sui porti di Hodeida e Saleef, ma i missili balistici contro il regno non si sono fermati.

Gli Houthi  non sarebbero in grado di sostenere attacchi di simile portata da soli. La maggiore preoccupazione dell’Arabia Saudita è che i ribelli sciiti al confine meridionale sviluppino capacità militari alla pari degli Hezbollah in Libano.

Se gli Houthi perdessero Hodeida, verrebbero allontanati dal punto strategico del Bab el Mandeb, corsia di navigazione del petrolio. Le petroliere devono oggi passare attraverso lo stretto di Bab al-Mandab, appena a sud di Hodeida verso il Canale di Suez, dove hanno già subito l’attacco degli Houthi, causando un picco dei prezzi del petrolio.

Antonio Albanese