VENEZUELA. Primi scricchiolii: miniere illegali d’oro e divieto per tutti i militari di lasciare il paese 

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L’estrazione illegale dell’oro sta raggiungendo nuovi record in Venezuela, poiché l’iperinflazione, le interruzioni di corrente elettrica, la carenza di cibo e medicine stanno spingendo i cittadini a fuggire dal paese o a trovare nuovi modi di sopravvivenza.

Il problema più grande che i venezuelani devono affrontare nella loro vita quotidiana è la continua inflazione valutaria, riporta mining.com, il che significa che anche la più piccola quantità di oro è sufficiente per sopravvivere; la popolazione in difficoltà può usare il poco oro estratto per pagare i beni di prima necessità. 

La maggior parte di coloro che cercano l’oro stanno affollando il Parco Nazionale di Canaima, dove anche gli indigeni Pemon, originari della regione che contiene le famose Cascate dell’Angelo, hanno ora lasciato la loro professione di guide turistiche per dedicarsi all ricerca dell’oro, riporta il Wall Street Journal.

L’oro ha sostituito il bolivar come moneta nazionale all’interno dell’area protetta del parco protetta dall’Unesco. La gente del posto stia scavando miniere delle dimensioni di un campo di calcio, anche se l’estrazione mineraria all’interno del parco nazionale è illegale. Provati dalla disperazione economica, masse di venezuelani stanno fuggendo dal paese. All’inizio di novembre, l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento umanitario, Ocha, ha detto che il numero di rifugiati e migranti che hanno lasciato il paese sudamericano dall’inizio della crisi economica nel 2014, ha ora raggiunto i 3 milioni.

Il regime di Maduro nega le cifre della fuga dei cittadini e afferma che si tratta di propaganda politica anti venezuelana. Ma il regime sarebbe scricchiolando. Un segnale può essere trovato in una comunicazione del Servicio Administrativo de Identificación, Migración e Inmigración, Saime, uscita il 21 novembre. 

In un comunicato Saime si prevede che tutto il personale militare attivo e in pensione che desidera lasciare il paese per qualsiasi motivo, deve comunicare a Saime le ragioni del viaggio e devono ottenere il permesso per poter lasciare il paese.

Il direttore del servizio Emigrazione Luis Santiago Rodriguez, ha dichiarato al Diario de Caracas che tali requisiti riflettono la necessità e l’impegno a «rafforzare e riempire la forza trasformatrice» del processo democratico in Venezuela: l’esercito. Ha comunicato che questo fatto riguarda la «protezione e la cura della cittadinanza». 

Di avviso contrario l’opposizione, l’ex ministro Hebert Garcia Plaza, ha dichiarato che questo comunicato è la prova della sfiducia di Nicolás Maduro nelle forze armate nazionali del Venezuela, dicendo che si tratta di un vero divieto di lasciare il paese per tutto il personale militare, senza distinzione delle sue condizioni, in servizio o in pensione. Starebbe maturando l’implosione della dittatura di Maduro.

Graziella Giangiulio