SOMALIA. Gli USA dichiarano guerra a ISIS

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Attacchi aerei degli Stati Uniti hanno colpito i militanti islamici nel nord della Somalia nei giorni scorsi.

Le autorità del Puntland indicano, infatti, che il leader di Daesh in Somalia, Abdulkadir Mumin è stato colpito da missile a Buqa nella regione di Bari. Successivamente un secondo attacco missilistico ha colpito il luogo dove si svolgeva un incontro tra i leader di Daesh in Somalia, sempre nella zona di Buqa, si apprende da fonti social.

In precedenza Il Comando degli Stati Uniti d’Africa, Africom, aveva rilasciato una dichiarazione, confermando che l’esercito aveva ucciso “diversi terroristi” in due attacchi aerei contro il gruppo.

Secondo quanto riporta VoA, il presidente della città di Qandala, Jama Mohamed Qurshe, ha detto che diversi missili hanno colpito una base dei militanti ISIS nel villaggio di Buqa, 60 chilometri a sud della sua città nella regione semiautonoma del Puntland: «Secondo le informazioni che ci giungono da terra, sei missili hanno colpito la base dei militanti nella zona montuosa. I residenti e i pastori locali sono rimasti scioccati e sono fuggiti dalla zona», ha detto Qurshe. Si tratta di una zona remota ed accessibile solo ai militanti islamici.

Il gruppo legato a ISIS presente nel nord-est della Somalia è guidato, infatti, dallo sceicco Abdulkadir Mumin, un ex membro di al-Shababab che nel 2015 ha giurato fedeltà ad Abu Bakr al-Baghdadi. Nel 2016, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America ha definito Mumin come terrorista globale.

Dall’avvento di ISIS nell’ottobre 2015, i militanti hanno rivendicato la responsabilità di almeno quattro attentati mortali nel Puntland. Alla fine di ottobre 2016, i militanti presero per breve tempo Qandala prima di essere espulsi dal governo del Puntland.

Inoltre, il governo degli Stati Uniti ha smentito le notizie secondo cui stava progettando di tagliare i finanziamenti per il governo somalo. Il 3 novembre, a Mogadiscio si sono incontrati i leader e i governatori degli Stati somali, nel tentativo di concordare l’attuazione di un piano di sicurezza comune. Si dice, infatti, che il governo si stia preparando per una grande offensiva contro al-Shababab.

Lucia Giannini