ROMANIA. Bucarest come Tien An Men 

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Le autorità di Bucarest hanno voluto dimostrare al mondo intero di avere ancora il potere in mano. Hanno utilizzato ingenti forze di polizia per disperdere circa 100000 persone riunite a piazza Victoriei, davanti alla sede del governo, per manifestare contro la corruzione e il dispotismo e chiedere uno Stato costituzionale e una magistratura indipendente.

A Bucarest, la folla ha intonato slogan come “Dimettiti” e “Ladri” mentre si riuniva nella piazza centrale fuori dall’edificio del governo.

I messaggi proiettati suoi edifici intorno alla piazza dicevano: «Siamo il popolo» e «No alla violenza», riporta Al Jazeera. E dopo la repressione le proteste sono continuate anche l’11 agosto. 

Deutsche Welle poi narra che decine di migliaia di cittadini rumeni espatriati sono tornati a casa durante le vacanze per dimostrare, insieme a familiari, amici e conoscenti ma la risposta del governo è stata brutale: la polizia ha usato gas lacrimogeni, cannoni ad acqua e manganelli contro famiglie con bambini, anziani, giornalisti.

La responsabilità del governo è enorme: Liviu Dragnea, leader dei socialdemocratici al potere, non può diventare primo ministro a causa di una precedente condanna per manipolazione elettorale, ma di fatto da presidente del parlamento, controlla ogni passo del governo considerato una cosa sua. Molti ministri e altri funzionari, infatti, come il ministro degli Interni, provengono dalla regione rumena in cui Dragnea ha governato e che spesso i media rumeni definiscono corrotti perché sono tutte fedeli ed obbedienti al loro vecchio capo del consiglio distrettuale, al loro “maestro”. Attraverso il rispetto meramente formale delle forme della democrazia parlamentare, hanno gradualmente posto sotto il loro controllo il sistema giudiziario e le istituzioni statali; cosa di cui i manifestanti li accusano.

L’appello dei manifestanti è stato fatto a Klaus Iohannis, capo di Stato, liberale, perché è l’unico ad avere tutti gli strumenti costituzionali per liberare finalmente il suo paese dai cleptocrati che se ne sono impossessati. Il Presidente ha il sostegno della maggioranza dei rumeni in patria e all’estero. Gli oltre 100000 manifestanti di Bucarest e di altre grandi città lo hanno ribadito ancora una volta in modo impressionante.

Antonio Albanese