Fatwa contro il delitto d’onore in Pakistan

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PAKISTAN – Islamabad 20/06/2016. Una giovane donna pakistana in cinta di otto mesi è stata assassinata dalla sua famiglia per essersi sposata per amore.

È l’ultimo “delitto d’onore” che ha scosso il Pakistan, nonostante la condanna dei leader islamici.
La giovane, 22 anni, è stata sgozzata dal padre assieme al resto della famiglia, madre, una sorella e un fratello, dopo essere stata attratta a casa della sua famiglia nel Pakistan orientale. Circa tre anni prima, la giovane donna aveva sposato un uomo, padre di una altra sua figlia, nonostante l’opposizione della famiglia. La madre e uno dei suoi fratelli l’avevano incontrata in una clinica dove si era recata per una check-up della gravidanza e le avevano assicurato che era stata perdonata e che poteva riunirsi alla famiglia.
La famiglia è stata arrestata. Il Consiglio del Pakistan dell’ideologia islamica, un ente governativo che consiglia il governo sulle questioni religiose, ha dichiarato il 14 giugno ha definito i delitti d’onore “anti-islamici” emanando una fatwa in cui si afferma che questi crimini sono un “peccato imperdonabile”. La Commissione diritti umani del Pakistan ha detto che finora 229 donne nel 2016 sono state vittime di delitti d’onore; nel 2015 ne sono stati registrati quasi 1000, avvertendo che i numeri reali sono più alti perché simili delitti non vengono denunciati. Il primo ministro pachistano Nawaz Sharif ha promesso di emanare leggi più severe contro i delitti d’onore per garantire che gli autori, che possono andare assolti se sono perdonati dalla famiglia della vittima o da altri membri della propria famiglia, non sfuggano alla condanna. Sharif ha detto di essere stato molto scosso dalla visione del docufilm: A Girl in the River: The Price of Forgiveness, di Sharmeen Obaid-Chinoy, vincitore dell’Oscar.